21/05/2010, 00.00
IRAQ
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In crisi economica, il Patriarcato dà in affitto i cortili delle chiese a Baghdad

di Layla Yousif Rahema
Interrotti gli aiuti economici dal Kurdistan, dimezzate le offerte a causa dell'emigrazione dei fedeli, mons. Warduni spiega i progetti della Chiesa caldea "per riuscire a pagare i salari dei sacerdoti e la catechesi".
Baghdad (AsiaNews) - In una critica situazione economica, che non le permette nemmeno di pagare gli stipendi ai suoi sacerdoti, la Chiesa caldea in Iraq è costretta ad affittare a privati gli spazi adiacenti alle sue parrocchie a Baghdad. Bollando come “pericolose bugie” le voci che parlavano addirittura della vendita della chiesa della Madonna Addolorata (la prima cattedrale d’Iraq, dove sono sepolti i patriarchi e di inestimabile valore storico, ndr), l’Ausiliare della capitale mons. Shlemon Warduni spiega ad AsiaNews come la Chiesa irachena stia affrontando questa grave crisi.  
Una serie di fattori spiegano l’attuale difficoltà in cui versa il Patriarcato caldeo. “Da circa 10 mesi”, il ministro delle Finanze del Kurdistan, Sargis Agajan, ha interrotto i finanziamenti alla comunità cristiana che negli ultimi anni avevano garantito una buona entrata. Non solo: “Con la massiccia emigrazione dei nostri fedeli – spiega il vescovo - sono dimezzate anche le entrate che arrivavano dalle offerte, mentre dal governo non riceviamo nessun aiuto”.
 
Così, una commissione del Patriarcato - composta da quattro laici, di cui è supervisore lo stesso Warduni e responsabile il card. Emmanuel III Delly – sta studiando progetti per far fruttare le proprietà della Chiesa e ricavarne entrate utili a pagare i salari dei sacerdoti, a coprire le spese delle parrocchie e della catechesi (come il trasporto dei ragazzi e i libri)”. Questo, sottolinea il vescovo di Baghdad, è un punto importante: “I protestanti stanno portando via i nostri giovani e dicono di fare l’evangelizzazione anche al posto nostro, abbiamo il dovere di custodire i nostri ragazzi con il catechismo”.
 
Per ora si è deciso di “affittare per 15 anni il terreno adiacente alla ex cattedrale di Baghdad (fuori dalle mura della chiesa vera e propria) a un privato che ci costruirà dei negozi”. Al termine del contratto restituirà tutto al Patriarcato. La zona in cui sorge la “Madonna Addolorata” è quella del primo quartiere cristiano della capitale irachena, “Haqid al Nasara” (in italiano, “l’incontro dei cristiani”). Qui, fino agli anni ’70, si concentravano tutte le denominazioni cristiane del Paese. Ora è una zona molto commerciale, piena di mercati e negozi, il cuore pulsante della città, dove il valore di immobili e terreni è aumentato molto. Per motivi logistici - la chiesa si trova in un vicolo poco praticabile con le auto – la cattedrale caldea è stata trasferita da alcuni anni nella chiesa di “San Giuseppe” nel quartiere di Karada. Nonostante i problemi di sicurezza che affliggono i cristiani nella capitale, la “Madonna Addolorata” è ancora aperta: “E’ stato anche designato un sacerdote che ogni tanto va a celebrare messa”, racconta mons. Warduni.
 
“La diocesi di Baghdad, conclude il vescovo ausiliare, è al lavoro per studiare progetti che possano portare aiuto economico anche alle altre diocesi d’Iraq”.
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