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  • » 08/01/2007, 00.00

    IRAN

    In netto calo la popolarità di Ahmadinejad



    Un sondaggio afferma che per oltre il 70% degli iraniani, se si andasse ora a votare il presidente avrebbe meno voti rispetto alle elezioni di 15 mesi fa.

    Teheran (AsiaNews) – Scricchiolano i vertici del potere iraniano: un sondaggio rileva un netto calo di popolarità del presidente Mahmoud Ahmadinejad, mentre si infittiscono le voci sulla gravità delle condizioni di salute della Guida Suprema Ali Khamenei.

     

    Un sondaggio lanciato dal sito iraniano Aftab negli scorsi due mesi e chiuse il pomeriggio del 6 gennaio ha evidenziato il calo di popolarità del presidente, rispetto al giugno del 2005, quando vinse le elezioni. A rispondere al sondaggio sono stati 43.394 “navigatori” iraniani, cifra che è considerata un record per un’inchiesta lanciata su internet.

     

    La questione posta dal sito era: “sono passati 15 mesi da quando il nono governo (cioè quello di Ahmadinejad, ndr) ha preso il potere. Se le elezioni ci fossero ora pensate che Ahmadinejad avrebbe più o meno voti?”. In risposta, il 76,2% ha detto “molto meno”, il 15% ha detto “meno”, il 5,3% ha risposto “molto di più”, il 2,2% “di più” e l’1,3% che avrebbe avuto gli stessi voti di prima.

    A giudizio di un esperto, “sebbene i risultati dei sondaggi di opinione su internet non possano essere attribuiti all’intera società, dal momento che il numero dei partecipanti al sondaggio è stato alto, unico e senza precedenti, il dato emergente può essere attribuito all’intera classe colta dell’Iran, così come alla classe media residente in città. Di conseguenza, il risultato dell’inchiesta può essere considerato il punto di vista dell’intera società iraniana”.

     

    Ad alcune ipotesi legate alle condizioni di salute di Khamenei dedica invece una riflessione lo Stratfor Institute un centro studi americano di geopolitica, secondo il quale la Guida Suprema è nella fase finale della sua lotta contro il cancro. L’eventualità della scomparsa dell’uomo che regge le sorti dell’Iran da quando, nel 1989, morì l’ayatollah Khomeini è vista come la fine dell’ago della bilancia moderatore tra gli estremisti ed i pragmatici.

    “A rendere le cose più interessanti, alcune fonti libanesi sostengono che anche i giorni del potere di Ahmadinajad stanno per scadere, egli potrebbe lasciare la scena politica già nel corso dell’anno”.

    Lomo che starebbe aspettando a scadenza di due così monumentali eventi nella vita politica iraniana e potrebbe restaurare  l’ordine a Teheran sarebbe l’ex preidente Rafsanjani, recentemente uscito vittorioso dal voto per l’Assemblea degli Esperti (alla quale spetta la scelta della Guida Suprema), della quale è divenuto presidente.

     

    “Non è chiaro a questo punto se ad andarsene prima sarà Ahmadinejad o Khamenei, ma il destino del presidente potrebbe probabilmente essere determinato dalla salute di Khamenei. La rimozione di Ahmadinejad, che potrebbe avere la forma di dimissioni forzate, espulsione da parte della Guida Suprema o incidente fatale, non si prevede avverrà prima di giugno. Se Khamenei sopravvive all’estate 2007 è abbastanza possibile che Rafsanjani sostituisca Ahmadinejad alla presidenza”.

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