26/06/2009, 00.00
ASIA
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In tutta l’Asia si piange per Michael Jackson

La “star della musica Pop” è morto ieri sera. Un genio musicale e una personalità controversa, la cui vita è stata risucchiata nello spettacolo. Viveva ormai solo e pieno di debiti. Da un anno, da testimone di Geova era divenuto musulmano. Commenti e condoglianze da Cina, Singapore, Malaysia, Corea, India, Filippine.

Hong Kong (AsiaNews) – Non vi è posto in Asia – come nel resto del mondo – in cui non si ricordi e si preghi per Michael Jackson, il “re del Pop” che è morto ieri sera a Los Angeles per arresto cardiaco all’età di 50 anni. Non è ancora chiara la causa della morte, ma qualcuno sospetta che sia dovuta a stress e medicine dietetiche che il cantante stava prendendo prima di un nuovo tour mondiale in luglio, con cui egli voleva concludere la sua carriera.

Per tutti egli è stato un genio musicale che ha trasformato in spettacolo mozzafiato la musica degli anni ’80 e ‘90. La sua mimica, il suo stile di danza, il suo modo di vestire influenzano ancora oggi generazioni di giovani. Ma il suo genio è stato oscurato da un bizzarro modo di vivere e da scandali sessuali: Jackson si definiva “un Peter Pan” (il mito dell’eterna adolescenza, senza responsabilità adulta); preferiva stare in compagnia di ragazzini; era amico di uno scimpanzé; aveva un tono di voce molto alto, quasi femminile; si era sottoposto a numerose chirurgie plastiche per trasformare il volto e (forse) schiarire la pelle.

La sua fama, i suoi successi hanno travolto nella sua vita-spettacolo anche i suoi due matrimoni e i tre figli. A causa delle condanne per pedofilia e per alcuni contratti non onorati, Jackson –che viveva ormai ritirato nel silenzio – aveva ingenti debiti.

Proveniente da una famiglia di Testimoni di Geova, Michael, settimo di 9 figli, pare sia divenuto musulmano l’anno scorso, cambiando il suo nome in Mikail.

 In Cina la morte di Michael Jackson è nella prima pagina di tutti i media. Il sito web più diffuso, il Sina.com lo definisce “il più eccezionale cantante di tutti i tempi”.

 A Singapore molti siti e blog hanno aperto sezioni per commenti e condoglianze sulla sua morte. Molti ricordano il suo concerto nella città-stato nel 1993. Oltre a celebrare la sua grandezza musicale, alcuni mettono in luce la sua personalità un po’ deviata, ma affermano che “le sue canzoni mi spingono a cantare”, “toccano il mio cuore e mi fanno piangere”.

 In Malaysia si augurano che venga ricordato come la principessa Diana di Inghilterra. A Kuala Lumpur, dove nel 1996 un suo concerto venne quasi bandito perché giudicato troppo “volgare” per lo stato conservatore musulmano, i suoi numerosi fan ne hanno ricordato la figura e celebrato la sua influenza. “Speriamo venga ricordato per sempre, come la principessa Diana” affema Noh Yusof, avvocato di 29 anni. Altri però sottolineano le “zone d’ombra” che hanno contraddistinto la vita del popolare cantate. Ivan Ho, 48 anni ed esperto di tecnologie spiega che “il successo gli ha dato alla testa”. “Era un tipo matto – afferma – con tutti soldi che aveva, egli avrebbe potuto fare molti di più in opere di beneficenza” invece di spendere il denaro in operazioni chirurgiche.

 I fan del Giappone erano fra i più accaniti sostenitori di Michael Jackson e la notizia della morte è stata un vero e proprio shock. Michiko Suzuki, critico musicale che ha incontrato diverse volte il cantante negli anni ’80, spiega che con molta probabilità il Paese porterà il lutto per diverso tempo. “Ai tempi tutti imitavano la ‘moonwalk’ [il passo all’indietro che lo ha reso celebre in tutto il mondo, ndr]. Era una vera superstar”.

 Ha fatto il giro del mondo su internet un video girato nel carcere di Cebu, provincia delle Filippine. Nelle immagini si vedono più di 1500 detenuti del centro riabilitativo che imitano i passi e le movenze di Jackson nella canzone “Thriller”. Il video su YouTube è stato cliccato più di 23milioni di volte dal momento della pubblicazione. I fan hanno iniziato a tempestare la sezioni commenti con messaggi di lutto per la morte della pop-star americana.

 In Corea del Sud Michael Jackson aveva una folla sterminata di ammiratori. A Seoul i suoi balli e le sue movenze sono state ampiamente emulate dalle star del pop locale. “Era già una star quando ero bambino – commenta Kim Nam-kyu, 36 anni – con la sua morte è come se avessi perso una parte delle mie memorie dell’infanzia”. In occasione di un concerto tenuto a Seoul nell’ottobre del 1996, Jackson ha incontrato il card Stephen Kim Sou-hwan nel corso di una visita alla cattedrale di Myeongdong. Due anni più tardi il cantante avrebbe voluto esibirsi nella zona demilitarizzata al confine fra le due Coree, in segno di pace e riconciliazione fra i due Paese. Il progetto è stato accantonato fra le polemiche di quanti non gradivano uno spettacolo in un momento di grave crisi politica ed economica nella zona.

In India tutti i principali quotidiani danno ampio spazio sui loro siti internet alla scomparsa di Michael Jackson, ne ricordano la carriera, gli aspetti controversi della vita privata e offrono la possibilità di lasciare messaggi di cordoglio per la sua scomparsa.

La notizia della sua morte è stata accolta come una doccia fredda soprattutto dai suoi fan, sparsi nelle principali città del Paese. Il re del Pop aveva visitato l’India nel ‘96 tenendo un concerto all’Andheri Sports Complex di Mumbai. Osannato e assediato da migliaia di giovani e curiosi, Michael Jackson si era conquistato molti fan con quello spettacolo, ma aveva suscitato anche diverse polemiche. Gli ambienti più conservatori della società criticavano i costi dello show, ritenuti eccessivi, ed i suoi contenuti, considerati troppo occidentali.

In vista del concerto in programma a Londra per il luglio prossimo molti fan si sono messi alla caccia di un biglietto. Una radio di Mumbai aveva anche organizzato un concorso in cui i partecipanti dovevano confrontarsi nell’interpretazione di pezzi di MJ, come lo chiamano i suoi fan, per vincere un biglietto del concerto londinese.

Colpito dalla scomparsa del cantante anche lo star system di Bollywood che aveva subito il fascino di Jackson sin dagli anni ’80. È ancora famosa in India la parodia del video clip di Thriller, del 1982, dove nei panni del Re del Pop c’era Chiru, una star del cinema locale, che interpretava il pezzo in telegu, un dialetto indiano.

Commentando la scomparsa del cantante americano, Farah Khan, una delle più famose coreografi di Bollywood, ha affermato: “Michael Jackson era il mio guru, con Thriller ha rivoluzionato il modo di immaginare la danza”.

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