11 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 12/01/2016, 00.00

    VIETNAM

    In un clima di scontro il Partito comunista vietnamita si prepara al suo 12mo congresso



    Dietro al confronto tra il primo ministro Nguyên Tân Dung e il segretario Nguyên Phu Trong opposte scelte economiche e politiche. Da una parte la volontà di liberalizzare il Paese e avvicinarsi cautamente all’Occidente, dall’altra la prosecuzione del modello e del regime marxista.

    Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – Si prospetta all’insegna dello scontro il 12mo congresso del Partito comunista del Vietnam che, dal 20 gennaio, dovrà scegliere le tre massime cariche del Paese e dettare le linee economiche e politiche per i prossimi cinque anni.

    Da una parte c’è l’attuale primo ministro Nguyên Tân Dung che mira a divenire segretario generale del Partito, ruolo chiave nella gerarchia del potere, dall’altra l’attuale segretario, Nguyên Phu Trong, appoggiato dal capo dello Stato Truong Tân Sang. Le differenze tra i due competitori sono profonde e riguardano modello di sviluppo, ruolo del Partito e politica internazionale.

    Sul piano economico, il Paese, grazie a una serie di liberalizzazioni, ha visto il reddito pro capite passare, secondo dati della World Bank, dai 100 dollari annui del 1986 ai duemila del 2014, quando il Pil con una crescita del 6,8 per cento è stato uno dei migliori del mondo. Ma il modello economico di la crescita ha dato luogo a problemi, come una eccessiva dipendenza dalle esportazioni e dagli investimenti esteri, con il settore statale spesso inefficace rispetto a quello privato. Il Vietnam avrà quindi bisogno di ulteriori riforme istituzionali anche per affrontare la corruzione e migliorare la responsabilità e l'efficienza del governo. E la modernizzazione del sistema spingerà verso l’Occidente. A complicare le cose hanno provveduto il rallentamento economico globale e la politico espansionistica di Pechino verso il Mar della Cina. E tale ultimo problema richiederà anche una politica estera più dinamica, che diminuisca la dipendenza da Pechino, che avvicini agli Stati Uniti, ma non sia troppo lontana dalla Cina.

    Sul piano politico di particolare significato la lettera aperta che lo scorso 9 dicembre è stata inviata all’Ufficio politico. Firmata da 127 note personalità, essa chiedeva l’abbandono della regnante ideologia marxista-leninista, l’elezione diretta del segretario generale e che lo Stato cambiasse la denominazione di Repubblica socialista. Una disaffezione verso il marxismo che vede un gruppo di seguaci del Primo ministro ipotizzare una profonda riforma del Partito e del regime in senso liberale e una politica estera che trovi nel mondo occidentale appoggio a fronte dell’espansionismo cinese.

    Sul fronte opposto, si attribuiscono ai fedeli dell’attuale segretario politico alcuni fatti che negli ultimi tempi hanno segnato il clima politico vietnamita. Tali sono considerati l’arresto dell’avvocato Nguyên Van Dai, paladino dei diritti umani, avvenuto nello stesso giorno nel quale arrivava nel Paese una delegazione dell’Unione europea per parlare di diritti umani e, pochi giorni dopo, la violenta repressione del gruppo “Fraternità del lavoro”. Si trattava di un movimento autonomo, nato dopo che il Primo ministro aveva dichiarato di aver preso con gli altri Paesi del Pacifico l’impegno di riconoscere organizzazioni indipendenti dei lavoratori. E, ancora più recentemente, un generale della polizie ha messo in guardia sul pericolo di una “opposizione reazionaria” e sostenuto che qualsiasi organizzazione indipendente deve essere perseguita.

    A dare il segnale delle difficoltà nelle quali si trova il Partito alla vigilia del congresso, il fatto che un plenum che il mese scorso si è tenuto per discutere la questione della leadership, previsto per quattro giorni, è andato avanti per otto e  si è concluso con la decisione di rinviare la decisione al congresso.

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    29/01/2010 CINA - VIETNAM
    Wei Jingsheng: Cina e Vietnam, giganti economici sull’orlo del cambiamento o del collasso
    Il grande dissidente cinese mette a confronto le due tigri dello sviluppo asiatico e lancia l’allarme: aumenta l’opposizione interna, ed è sempre più determinata. Anche l’occidente è disilluso: la sua politica tollerante verso le violazioni ai diritti umani, non ha portato a nulla, nemmeno a maggiori utili economici

    12/11/2011 VIETNAM
    Hanoi, due seguaci del Falun Gong condannati a tre anni di carcere
    Vu Duc Trung e Le Van Thanh hanno collaborato a un canale radio che denuncia la persecuzione del gruppo in Cina. Ad Hanoi arrestati oltre 40 seguaci del movimento per aver organizzato una manifestazione davanti all’ambasciata cinese.

    05/05/2010 VIETNAM
    Hanoi, giro di vite contro la corruzione dei funzionari
    Il Vietnam è il secondo Paese più corrotto del sud-est asiatico dopo l’Indonesia. I dirigenti statali sono troppo ricchi rispetto agli stipendi percepiti. Essi dovranno enumerare al governo le proprietà e i beni di lusso frutto di espropri e abusi a danno della popolazione. L’azione di governo è frutto della recente accordo anticorruzione stipulato con la Malaysia.

    24/06/2005 VIETNAM-USA
    Il premier vietnamita a Wall Street, cuore del capitalismo
    Phan Van Khai ha visitato ieri la sede di New York della Borsa. La visita è stata duramente contestata dalla comunità vietnamita americana.  

    24/11/2006 VIETNAM
    In Vietnam l'Apec ha pensato solo ai soldi e non ai diritti umani

    Vo Van Ai, presidente del Comitato vietnamita per i diritti dell'uomo e portavoce della Chiesa buddista unificata accusa governi e media occidentali.





    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®