10/10/2014, 00.00
INDIA - AUSTRALIA
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India, maternità surrogata: coppia australiana vuole solo la femmina e abbandona il gemello

di Nirmala Carvalho
"Scelta" legata al genere: i due hanno già un figlio maschio. Il caso risale al 2012, ma solo in questi giorni un giudice ha rivelato la storia. Medico cattolico di Mumbai: "In questi casi i diritti dei bambini non vengono tenuti in considerazione". Il fatto ricorda il caso di "baby Gammy", nato da madre surrogata ma rifiutato dai genitori biologici perché down.

Mumbai (AsiaNews) - Una coppia australiana, che ha avuto due gemelli biologici da una madre surrogata in India, ha abbandonato il maschio portando via con sé solo la femmina. La scelta di quale bambino tenere è legata al genere: i due avevano già un figlio maschio. Il caso risale al 2012, ma la notizia è uscita due giorni fa grazie a un'inchiesta condotta dall'ABC, ente radio-televisivo pubblico australiano. Diana Bryant, giudice di un tribunale civile, ha confermato il fatto, rivelando di aver ricevuto informazioni a riguardo da un funzionario dell'Alta commissione d'Australia a New Delhi (l'ambasciata, ndr).

Secondo quanto affermato dal giudice, i rappresentanti della missione diplomatica avrebbero tentato in tutti i modi di convincere la coppia a portare via entrambi i bambini, anche ritardando la consegna dei visti. Tuttavia, i genitori hanno chiesto di registrare la cittadinanza australiana - e ottenere di conseguenza il passaporto - solo per la femmina: l'Alta commissione non ha potuto rifiutare, poiché la piccola incontrava tutti i criteri necessari.

"Queste procedure - afferma ad AsiaNews Pascoal Carvalho, medico cattolico di Mumbai - rappresentano un grave pericolo per la cultura della vita. Il 10 marzo 1987 il Vaticano ha risposto agli sviluppi in materia di tecnologia riproduttiva con un documento di 40 pagine, intitolato: 'Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione'. Esso si oppone a tutti gli interventi tecnologici al processo di riproduzione umana. Nello specifico, il documento condanna l'inseminazione artificiale e il trasferimento di embrioni, la fertilizzazione in vitro e la surrogazione di maternità".

Oltretutto, sottolinea il dott. Carvalho, "i diritti dei bambini nati in questo modo non vengono quasi mai tenuti in considerazione, il che contribuisce a trasformare la vita umana solo in un'altra transazione commerciale. Negli ultimi anni il numero di coppie che approdano alla surrogazione di maternità è cresciuto in fretta, sollevando complesse questioni etiche e legali".

Il problema, spiega, è che "al momento non esiste alcuna regolamentazione mondiale per la surrogazione, e le diverse leggi in materia possono - e lo fanno - condurre alcuni bambini a nascere senza Stato. C'è urgente bisogno di norme internazionali sovranazionali per regolare l'industria della maternità surrogata".

La storia ricorda quella di "baby Gammy", figlio biologico di un'altra coppia australiana, nato in Thailandia da madre surrogata. In quel caso, i due hanno portato via solo la gemella, lasciando il piccolo perché affetto dalla sindrome di Down.

 

 

 

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