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    » 04/08/2014, 00.00

    INDONESIA - ISLAM

    Indonesia, leader estremista islamico in carcere "giura obbedienza" all’Isis

    Mathias Hariyadi

    Una immagine scattata nel carcere di massima sicurezza di Nusakambangan testimonia il giuramento e conferma il legame crescente fra estremisti indonesiani e il movimento islamista. Abu Bakar Baasyir "favorevole" al progetto del Califfato mondiale. Ma la maggioranza dei musulmani moderati resta contraria.

    Jakarta (AsiaNews) - Il controverso leader islamico indonesiano Abu Bakar Baasyir, già capo del Consiglio dei Mujahideen (Mmi), padrino e ideologo del movimento estremista Jemaah Islamiyah (Ji), sostiene il progetto del Califfato mondiale e presta il giuramento di adesione all'Isis. La "cerimonia" è avvenuta nei giorni scorsi nel carcere di massima sicurezza di Nusakambangan, come conferma una immagine (nella foto) circolata in queste ore e rilanciata dai social e sulla rete. Approfittando delle festività di Eid al-fitr - che segna la fine del Ramadan, mese sacro di digiuno e preghiera islamico - e dell'allentamento delle misure di sicurezza, persone vicine al leader islamista hanno immortalato il "rito" che lega la frangia estremista indonesiana allo Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis), allo "sceicco" Abu Bakr al-Baghdadi e al progetto di Califfato mondiale.

    La prigione di Nusakambangan è la "versione" indonesiana di Guantanamo, costruito dagli Stati Uniti nell'omonima base in territorio cubano per richiudere terroristi e membri di movimenti estremisti islamici. Essa si trova al largo dell'isola di Java, nel distretto di Cilacap, nella zona sud-ovest della provincia dello Java centrale, ed è regolata da rigidi protocolli in tema di sicurezza. 

    Al suo interno è rinchiuso anche il leader della JI, movimento ora disciolto e ritenuto responsabile dell'attentato a Bali nell'ottobre del 2002 in cui morirono oltre 200 persone e dell'attacco alle chiese la vigilia di Natale del 2000. Il rigido cordone di sicurezza predisposto dalle autorità del carcere non è bastato per fermare la propaganda islamista e la diffusione di immagini "sensibili". 

    Lo scatto ritrae Abu Bakar Baasyir - fondatore tra l'altro della Jemaah Ansharut Tauhid (Jat) e condannato a 15 anni di carcere- al centro di un gruppo di 13 persone, alcune delle quali col voto coperto, che reggono lo stendardo dell'Isis. Da tempo fonti locali parlano di un sostegno convinto del cosiddetto Forum di attivisti della sharia (Faksi) - che compie da tempo regolari visite in prigione per incontrare Baasyir - ai combattenti dell'Isis, che hanno conquistato porzioni sempre più ampie di territorio in Iraq e Siria. 

    Il crescente legame fra i movimenti islamisti locali e l'Isis è un tema sempre più dibattuto e "sensibile" fra i cittadini indonesiani, la maggior parte dei quali sono contrari al Califfato e all'Isis. A metà luglio 2014, più di mille persone si sono riunite in una moschea di Solo Baru (reggenza di Sukoharjo) per partecipare a un incontro di preghiera ospitato dall'Islamic Daulah Support Forum. Dopo la preghiera, i presenti hanno dichiarato l'adesione all'Isis in modo pubblico, affermando di essere pronti a partire per l'Iraq e la Siria. Nei giorni successivi un simile "battesimo" è stato celebrato anche a Malang (East Java). La comunanza di intenti fra Jat e Isis è fonte di ulteriore preoccupazione per Jakarta: il movimento islamista può contare su oltre tremila fedelissimi nelle province di West Java, Central Java, Greater Jakarta, Sumatra, West Nusa Tenggara (Ntb), East Nusa Tenggara (Ntt) e Banten.

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