17/06/2026, 12.38
TURCHIA - ORTODOSSI
Invia ad un amico

Erdogan incontra Bartolomeo sulla riapertura di Halki

Ieri il leader turco ha ricevuto nel palazzo presidenziale il patriarca ecumenico. Tra gli obiettivi la definizione delle modalità della riapertura dello storico seminario chiuso dal 1971, attesa per settembre. Anche Trump, atteso per il vertice Nato di luglio, si è mosso per ottenere il via libera dalle autorità di Ankara. Sullo sfondo le rinnovate tensioni con Atene sui confini marittimi. 

Istanbul (AsiaNews) - Superare gli ultimi ostacoli, limare i dettagli e centrare l’obiettivo della riapertura entro il prossimo mese di settembre, fissato da tempo, dello storico seminario di Halki, uno dei patrimoni culturali della tradizione cristiana in Turchia. Il raro incontro (nella foto, diffusa dall'ufficio di presidenza) avvenuto ieri fra il patriarca ecumenico Bartolomeo I e il presidente Recep Tayyip Erdogan riaccende le speranze della comunità ortodossa che attende da tempo l’inaugurazione del secolare istituto teologico, che sorge su un’isola nei pressi di Istanbul. Il faccia a faccia fra il capo dello Stato e il massimo esponente della Chiesa ortodossa locale giunge alla vigilia del summit Nato in programma il mese prossimo in cui dovrebbe partecipare anche il presidente Usa Donald Trump. Lo stesso inquilino della Casa Bianca, in passato, aveva perorato la causa della riapertura del seminario durante l’ultimo incontro con l’omologo turco. 

Gli inizi della secolare storia del monastero risalgono al 1772, quando gli amministratori hanno ricevuto il permesso dall’allora sultano di costruire la scuola ma le prime lezioni si sono tenute solo nel 1844 a causa di un incendio che ha colpito la struttura nel 1821. Dopo che l’edificio originale è stato distrutto nel terremoto di Istanbul del 1894, è stato ricostruito col permesso del sultano Abdulhamid II e riaperto nel 1896 su un’area di 2.360 m2 e progettato secondo la forma della lettera greca Pi.

In seguito al trattato di Losanna, in quanto scuola straniera avrebbe dovuto operare in conformità con il sistema educativo turco e per questo è stato chiuso nel 1971, con una sentenza della Corte Costituzionale. Da allora, solo la Private Halki Greek High School for Boys ha continuato a operare all’interno del monastero, anche se gli sforzi di riapertura hanno ripreso vigore dopo la nomina patriarcale di Bartolomeo I nel 1991.

Una nota ufficiale diffusa dal Fener a conclusione dell’incontro tenuto all’interno del complesso presidenziale ad Ankara parla di discussioni che si sono svolte in una “atmosfera cordiale”, concentrandosi su “questioni di lunga data” riguardanti la comunità greco-ortodossa a Istanbul. In particolare, il dialogo si è concentrato sui “passi concreti per far rivivere lo storico seminario”, un processo ora negoziato tra il ministero dell’Istruzione turco, il Consiglio dell’istruzione superiore (YÖK) e il Patriarcato. Mentre l’incontro segna un significativo disgelo diplomatico a livello nazionale, per gli studiosi l’improvviso slancio dietro i colloqui è legato alla “pressione politica” di Washington. Di contro, dagli ambienti vicini al leader turco non filtrano dettagli o commenti, né vi sono dichiarazioni ufficiali. Il patriarca ecumenico ha incontrato per l’ultima volta Erdogan nel novembre scorso, in occasione del viaggio apostolico di papa Leone XIV in Turchia.

Nelle ultime settimane il futuro di Halki è tornato alla ribalta delle cronache perché oggetto di colloqui fra leader turchi e statunitensi per le crescenti tensioni fra Ankara e Atene in tema di diritti delle minoranze e per le controversie sui confini marittimi nell’Egeo. Il seminario, situato sull’isola di Heybeliada al largo di Istanbul, metropoli economica e commerciale del Paese, ha servito per decenni come principale scuola teologica del Patriarcato Ecumenico. Al suo interno hanno studiato intere generazioni del clero ortodosso, tra le quali lo stesso patriarca ecumenico.

La scuola è chiusa dal 1971, a seguito di una sentenza della Corte costituzionale turca secondo cui gli istituti privati di istruzione superiore dovevano essere posti sotto il controllo del governo. Il Patriarcato si è adoperato a lungo per la sua riapertura, sostenendo che il blocco aveva di fatto congelato la possibilità di preparare le future generazioni di preti. 

La scorsa settimana Bartolomeo ha commentato lo stato di lavori di restauro del seminario che, secondo i programmi, dovrebbero concludersi entro settembre. Il patriarca ecumenico ha quindi aggiunto di essere in attesa delle autorizzazioni delle autorità turche, per consentire alla scuola di riprendere regolarmente l’attività. “Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha incaricato il ministro dell’Istruzione Yusuf Tekin nel 2024 di esaminare la possibilità di riaprire la nostra scuola” ha dichiarato Bartolomeo in un’intervista al quotidiano turco Hurriyet. Il leader cristiano ha ricordato che Tekin ha visitato il seminario nel maggio di due anni fa e da allora sono stati avviati “colloqui costruttivi” tra ministero, il Consiglio di istruzione superiore e Patriarcato ecumenico.

L’incontro fra Erdogan e Bartolomeo giunge a poche settimane dal vertice dei leader Nato in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, al quale dovrebbe partecipare il presidente Usa Trump che nel settembre dello scorso anno aveva ospitato Erdogan alla Casa Bianca. Pochi i temi allora al centro dell’incontro, ma fra questi vi era proprio il Seminario Halki. “Siamo pronti a fare tutto ciò che ci spetta in riferimento alla scuola Heybeliada” aveva detto all’epoca Erdogan a Trump, aggiungendo che avrebbe discusso la questione con Bartolomeo dopo essere tornato in Turchia.

Infine, l’incontro fra Bartolomeo ed Erdogan si inserisce in una fase di tensioni crescenti fra la Turchia e la vicina Grecia, anch’essa parte dell’Alleanza Atlantica; ad inasprire lo scontro un recente progetto di legge turco che considera territoriali le acque entro le sei miglia nautiche nell’Egeo, col governo di Ankara che si oppone a qualsiasi estensione o rivendicazione di Atene oltre l’attuale limite. Parlando la scorsa settimana, Bartolomeo ha suggerito che le tensioni tra i due vicini non siano proiettate sulle comunità minoritarie in entrambi i Paesi. I cittadini greco-ortodossi della Turchia vogliono essere trattati allo stesso modo e sentirsi parte integrante della nazione, “non come cittadini di seconda classe” ha affermato il patriarca. “Credo che lo stesso desiderio - ha aggiunto - sia condiviso dai membri della minoranza in Grecia”. 

La Turchia ha a lungo legato la riapertura di Halki alla reciprocità con la Grecia, spesso collegando lo status della comunità greco-ortodossa turca ai diritti della minoranza musulmana turca nella regione greca della Tracia occidentale. Ankara ha esortato la Grecia a riconoscere l’identità turca della comunità, consentire l’elezione dei leader religiosi musulmani (mufti) e affrontare le controversie sulle scuole minoritarie e sulle fondazioni religiose interne al Paese.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Cristiani il gruppo minoritario più perseguitato in Turchia nel 2023
12/07/2024 11:47
Turchia, Corte costituzionale: espulsione di leader protestanti non viola libertà fede
10/06/2024 12:15
Erdogan apre alle minoranze: prima visita a un luogo (contestato) del Patriarcato ecumenico
20/08/2009
Santa Sofia in moschea: una posta in gioco satanica
14/07/2020 09:43
Bartolomeo convoca summit su formazione teologica e coscienza ecologica
30/05/2019 11:04


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”