23/07/2005, 00.00
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Indonesia, musulmani in difesa degli ahmadi perseguitati

Studioso islamico chiede al Consiglio degli Ulema di revocare un editto "controproducente", che dichiara eretica questa comunità musulmana.

Jakarta (AsiaNews/Jp) – Esponenti della comunità musulmana in Indonesia si schierano a favore degli ahmadi, gruppo musulmano ritenuto eretico e oggetto di violenze da parte dell'islam ortodosso.

Un noto studioso locale, Azyumardi Azra, ha chiesto ieri al Consiglio degli Ulema indonesiano (Mui) di cancellare l'editto emesso oltre 20 anni fa che definisce l'Ahmadyah un'eresia, definendolo "controproducente". Azyumardi, rettore della Syarif Hidayatullah Islamic University di Jakarta, propone al Mui di invitare gli ahmadi al dialogo piuttosto che perseguitarli. Lo studioso è intervenuto ieri al Forum Europa-Asia per il dialogo interreligioso. L'incontro si è svolto a Denpasar, Bali.

Ancora fresco il ricordo dell'ultima violenza su questa minoranza religiosa. Il 15 luglio scorso a Bogor, West Java, circa 10 mila persone del gruppo estremista, Indonesian Muslim Solidarity, hanno attaccato un complesso della Congregazione Ahmadiyah dell'Indonesia (JAI). In seguito all'aggressione, 500 membri del JAI sono stati costretti dalle autorità locali a lasciare gli edifici dove si riunivano. Il 20 luglio le autorità locali hanno ordinato la sospensione di ogni attività condotta dal JAI. Il portavoce della reggenza di Bogor ha spiegato che l'Ufficio degli affari religiosi delle reggenza, insieme al Consiglio degli Ulema,  sta preparando le linee guida per i seguaci dell'Ahmadiyah.

Nel 1980 il Consiglio degli Ulema dell'Indonesia ha emesso un editto in cui vietava l'insegnamento Ahmadiyah, colpevole di non riconoscere Maometto come ultimo Profeta. La comunità, nata in Pakistan, si dichiara musulmana e subisce persecuzioni da parte degli integralisti soprattutto in Pakistan e Bangladesh. Finora la polizia non ha compiuto nessun arresto per l'aggressione.

Secondo Azyumardi  "l'editto va rivisto, parlando anche con gli ahmadi, sentendo le loro ragioni e cercando di capire se le loro posizioni sono cambiate". Lo studioso ha poi criticato il Governo per non aver agito contro gli aggressori del 15 luglio. "Lo Stato non deve tollerare le persone che si fanno giustizia con le loro mani e impongono il loro volere sugli altri in nome della religione".

Azyumardi ha poi concluso dicendo: "Se lo stato non proteggerà i cittadini, senza distinzione, prevarrà l'anarchia; è suo dovere assicurare che tutti siano liberi di praticare le loro fedi come previsto dalla Costituzione".

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