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» 10/03/2006
CINA - INDONESIA
Influenza aviaria: ancora morti in Cina e in Indonesia

In Cina dubbi sulle cause del contagio, perché la vittima proviene da zone dove non risultano focolai. Fonti Onu: il contagio arriverà in America in 6-12 mesi.



Pechino (AsiaNews/Scmp) – Sono un bambino di 3 anni in Indonesia e una bambina di 9 anni in Cina le nuove vittime dell'influenza aviaria. Intanto le autorità del Guangdong vogliono ripristinare le esportazioni di pollame a Hong Kong.

Indonesia. Il bambino è morto il 28 febbraio in un ospedale di Samarang, nella Java centrale, ma solo oggi Hariadi Wibisono, funzionario dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha confermato che aveva la malattia. E' il 21° morto ufficiale in Indonesia ma - dice sempre Wibisono - possono esserci stati parecchi casi non accertati.

Cina. La bambina, della provincia di Zhejiang, è morta la sera del 6 marzo. Si è ammalata dopo la visita alla fattoria di parenti dove il pollame era contagiato, nella contea di Guangde nell'Anhui. Nell'Anhui non c'è stata conferma ufficiale di alcuna contagio tra il pollame, ma nemmeno appare possibile che la bambina sia stata contagiata nello Zhejiang, vicino Shanghai. Finora in Cina ci sono stati 15 contagi umani riconosciuti, in 9 province.

"E' probabile – ha detto Aphaluck Bhatiasevi, portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità a Pechino – che il pollame [nel Guangde] sia malato, ma non ci sono state le grandi morie di polli che indicano un contagio".

"La situazione – commenta Yin Chengjie, vice ministro dell'Agricoltura – è molto grave. Arriva la primavera, quando maggiore è il rischio del contagio per gli spostamenti degli uccelli migratori".

"Il virus arriverà in America – ha detto l'8 marzo David Tabarro, coordinatore Onu per la malattia – entro i prossimi 6-12 mesi, forse prima. In pochi mesi, infatti, gli uccelli migratori lo porteranno dall'Africa alle regioni artiche e da lì arriverà in America".

Intanto il dipartimento dell'Agricoltura del Guangdong ha chiesto a Hong Kong di togliere il divieto all'importazione del loro pollame, assicurando che è sano. Le frequenti ispezioni – afferma Yu Yedong, capo del dipartimento della provincia per il Controllo della sanità animale – confermano che tutto il pollame esportato dall'inizio dell'Anno lunare è stato vaccinato. Solo poco più di 300 allevatori della provincia hanno il permesso per esportare pollame a Hong Kong.

Nel Guangdong non risultano contagi tra il pollame, ma – obietta Guo Fusheng, coordinatore regionale per l'Alimentazione e l'organizzazione agricola – c'è il rischio che le galline allevate nei pollai di cortile non siano state vaccinate. "Nel Guangdong – ricorda – ci sono molti allevamenti di cortile, specie nelle zone settentrionale e occidentale, e la popolazione ama mangiare i polli dei piccoli allevamenti".

Russia. Confermato ieri il contagio in un allevamento nella meriodionale regione di Stavropol. Dall'inizio di marzo nella zona sono state abbattute oltre 70 mila galline. (PB)


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