28/05/2020, 08.51
IRAN
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Iran, padre sgozza la figlia dopo una fuga d’amore. Attivisti e società civile in rivolta

Reza Ashrafi ha ucciso nel sonno la 14enne Romina. In precedenza la giovane era scappata con un uomo di 34 anni. Per i critici è un esempio di “violenza istituzionalizza” in un Paese legato ad un’idea “patriarcale” della famiglia e della società. L’omicida rischia da tre a 10 anni di galera.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Il brutale omicidio di una ragazza di soli 14 anni per mano del padre, perché “colpevole” di essere fuggita in precedenza con un uomo del quale si era innamorata, ha sollevato indignazione e proteste in seno alla società civile iraniana. Sulla vicenda sono intervenuti in queste ore anche il presidente Hassan Rouhani e la vice presidente con delega alle Donne e alla famiglia, che promettono l’approvazione di una legge più dura contro il “delitto d’onore”; tuttavia, l’opposizione dell’ala conservatrice e radiale religiosa rischia di far naufragare la norma. 

Commentando la vicenda, diversi media della Repubblica islamica vicini alla fazione riformista e moderata hanno parlato di “violenza istituzionalizza” in un Paese ancora troppo legato ad un’idea “patriarcale” della famiglia e della società. Il quotidiano Ebtekar ha aperto con la notizia in prima pagina, sottolineando il clima di violenza e “insicurezza” all’interno della propria famiglia. Sui social media è diventato virale in queste ore l’hashtag #RominaAshrafi, con la grande maggioranza degli internauti fermi nel condannare l’assassinio. 

Autore del “delitto d’onore” Reza Ashrafi, al momento in custodia cautelare in carcere, che il 21 maggio scorso ha ucciso nel sonno la figlia Romina, di soli 14 anni, sgozzandola con una falce usata in agricoltura. Dietro il gesto del padre, la volontà di punire la figlia per essere scappata per qualche giorno da casa assieme a Bahamn Khavari, 34enne di cui era innamorata.

La vicenda è accaduta a Talesh, cittadina situata 320 km a nord-ovest di Teheran. Secondo le prime informazioni, Reza avrebbe proibito alla figlia di sposarsi con un uomo di 15 anni più grande di lei. Romina è fuggita allontanandosi per qualche giorno dalla casa di famiglia, poi è stata scoperta e portata in una caserma della polizia. Il giudice, a dispetto delle suppliche della ragazza che temeva di essere uccisa, ha disposto che fosse restituita al padre. 

In Iran l’età legale per contrarre matrimonio è di 13 anni per le donne. Inoltre, in vicende analoghe, il più delle volte la colpa ricade sulla giovane, anche minorenne, che fugge e non sull’uomo - spesso più grande di lei - che la rapisce. Tuttavia, ciò che solleva maggiore indignazione nell’opinione pubblica è la “lieve” entità della punizione che rischia il padre, da tre a un massimo di 10 anni di galera, con la possibilità di ulteriori sconti di pena. Per questo diversi quotidiani riformisti e membri della società civile parlano di “violenza istituzionalizzata” in una nazione in cui vige ancora oggi una “cultura patriarcale”. 

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha espresso “profondo dispiacere” per l’omicidio durante una riunione di governo che si è tenuta ieri. Egli ha inoltre auspicato l’approvazione a breve di una norma contro la violenza domestica. La vice-presidente Masoumeh Ebtekar ha quindi aggiunto che una norma a protezione dei minori è nella “fase finale” di valutazione da parte del Consiglio dei Guardiani della Costituzione. L’organismo valuta le norme in base alla conformità alla Costituzione e alla sharia. In precedenza era stata respinta tre volte e rimandata al Parlamento perché giudicata contraria ai principi ispiratori della Repubblica islamica. 

Shahnaz Sajjadi, stretta collaboratrice della vice-presidente, invita a cambiare il “pensiero comune che la casa sia un luogo sicuro per i bambini e le donne” e che non vi sono grandi differenze fra i “crimini contro le donne in società” e quelli che occorrono fra le mura domestiche. A dispetto del brutale omicidio, sono in molti a temere che anche stavolta la norma verrà cassata dai conservatori.

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