26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/01/2012 14:09
ISRAELE – PALESTINA
Israele e Palestina si incontrano in Giordania. Dubbi su una ripresa ufficiali dei negoziati
L’incontro si terrà domani ad Amman. Esso è stato voluto dal re giordano e dal Quartetto per il Medio Oriente. Lo scopo è ricreare le condizioni per i futuri colloqui di pace fermi dal 2010 per il rifiuto di Israele a bloccare gli insediamenti. L’opinione di Bernard Sabella, professore all’Università di Betlemme.

Tel Aviv (AsiaNews) – Riprendono ad Amman (Giordania) i colloqui fra Israele e Palestina a oltre un anno dalla fine dei negoziati ufficiali fermi dal settembre 2010, dopo il no di Tel Aviv a bloccare gli insediamenti dei coloni. Saeb Erekat, negoziatore della Palestina, e Isaac Molho, inviato del Premier israeliano Netanyau si incontreranno domani nella capitale giordana. L’incontro è sostenuto da Abdullah II, re di Giordania e dal Quartetto per il Medio oriente - Russia, Stati Uniti, Onu e Unione Europea – per trovare un’intesa fra le parti tale da consentire la ripresa del dialogo. Tuttavia, fonti ufficiali israeliane e palestinesi hanno minimizzato le possibilità di negoziati nel breve periodo. Oggi, Erekat ha sottolineato che i dialoghi riprenderanno solo se Israele fermerà gli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est. Il governo israeliano ha risposto dicendo che non vuole precondizioni al dialogo.

A complicare la ripresa dei negoziati, vi sono anche i tentativi di riconciliazione fra Hamas e Fatah, da sempre osteggiati dallo Stato di Israele. ieri sera, Nabil Shaath, membro del direttivo del partito di al-Fatah, e' giunto nella Striscia di Gaza per incontrare i capi di Hamas e proseguire le trattative.

Secondo Bernard Sabella, palestinese e docente all’Università pontificia di Betlemme, “l’incontro di domani è buon tentativo per far ripartire i negoziati fra israeliani e palestinesi”. Egli sottolinea che l’apertura o meno del dialogo è però in mano al governo israeliano: “Finché lo Stato di Israele non si impegnerà a fermare le colonie e le demolizioni nei territori palestinesi volute dall’ala conservatrice, dubito che vi saranno degli sviluppi”. “Molti politici – aggiunge – continuano a considerare la Palestina come territorio dello Stato di Israele e ciò sbilancia a favore di Tel Aviv qualsiasi tentativo di negoziazione”.

Sabella guarda però con speranza ai movimenti israeliani che contestano gli insediamenti e la continuazione del muro di confine. “Questi gruppi – afferma – sostengono che la costruzione del muro e il controllo militare dei territori ha reso i palestinesi cittadini di serie B e premono affinché il governo cambi posizione”. “A tutt’oggi – afferma – nessuno è più interessato al processo di pace. Il governo israeliano ha pensato solo a risolvere i suoi problemi politici interni e non a ripensare una strategia di dialogo. Lo stesso vale per gli Stati Uniti, che nei prossimi mesi dovranno affrontare la campagna elettorale. Tuttavia il gesto della Giordania è un segno di speranza per il futuro”. (S.C.)



invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
01/03/2010 ISRAELE-PALESTINA
Tensione alta a Gerusalemme dopo gli incidenti di ieri
27/09/2010 ISRAELE - PALESTINA
Riprende la costruzione delle colonie nella West Bank. A rischio i dialoghi di pace
21/05/2011 PALESTINA - ISRAELE
Nonostante Obama, i palestinesi lavoreranno per uno Stato membro dell’Onu
22/03/2011 ISRAELE - PALESTINA
Aerei israeliani bombardano Gaza. Israele accusato di “pulizia etnica”
28/09/2010 ISRAELE - PALESTINA
Le attività delle colonie affrettano la fusione di Israele e Palestina in un unico Stato
di Arieh Cohen

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate