25/05/2016, 08.56
ISRAELE
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Israele sempre più a destra: Lieberman entra nell’esecutivo, sarà ministro della Difesa

Nella notte raggiunto l’accordo fra il Likud e Israel Beitenu. Ora la maggioranza si rafforza e può contare su 66 parlamentari alla Knesset. Lieberman prende il posto del dimissionario Yaalon, che la lasciato dopo le polemiche sulle parole del numero due dell’esercito. Netanyahu rischia un’inchiesta per spese pazze quando era ministro delle Finanze. 

 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il Likud, partito del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ha concluso nella notte un accordo per l’entrata nel governo del movimento ultranazionalista Israel Beitenu. Il suo leader Avigdor Lieberman farà parte dell’esecutivo, ricoprendo l’incarico di nuovo ministro della Difesa. Egli prende il posto del dimissionario Moshe Yaalon, che ha lasciato nei giorni scorsi l’incarico per contrasti con il premier. 

A confermare l’accordo fra Likud e Israel Beitenu sono gli stessi leader dei due partiti, che danno vita al governo più a destra della storia di Israele. L’accordo viene ratificato oggi con la firma in Parlamento. 

Con l’ingresso di Lieberman e del suo partito, l’esecutivo potrà vantare da oggi una maggioranza di 66 parlamentari, puntellando un governo che finora godeva di una superiorità risicata alla Knesset. 

Al contempo un altro parlamentare di Israel Beitenu andrà ad assumere l’incarico di ministro dell’Immigrazione. 

In queste ore il premier Netanyahu ha cercato di sgombrare il campo dai timori per l’ingresso in coalizione di Lieberman, sottolineando che continuerà lo sforzo di pace [a fronte di negoziati bloccati da tempo] con i palestinesi. Il Primo Ministro continuerà inoltre a “sorvegliare” le politiche promosse dal Dicastero, che riguardano anche il controllo dei Territori Occupati in Cisgiordania. 

Dietro le dimissioni dell’ex ministro Moshe Yaalon, che hanno aperto le porte a Lieberman dell’esecutivo, la polemica con il premier sulle dichiarazioni del numero due dell’esercito il 4 maggio scorso. In un intervento al Massuah Institute, il general maggiore Yair Golan ha parlato di tendenze nella società israeliane equiparabili ai “processi nauseanti” della Germania nazista degli anni ’30. Parole contenute nel contesto di un discorso ben più ampio, ma che hanno fatto infuriare gran parte della classe politica e dirigente. E avviato lo scontro fra il premier e il suo ministro della Difesa, con le dimissioni di quest’ultimo. 

Intanto per Netanyahu si affacciano nuvole giudiziarie sulla sua testa. Ieri una commissione governativa ha diffuso un rapporto critico su presunte “spese pazze” effettuate dal premier nei suoi viaggi. La vicenda risale a più di 10 anni fa, quando egli era ministro delle Finanze. Il rapporto è ora al vaglio della magistratura, che potrebbe aprire un’inchiesta sul capo del governo e acuire ancor più la crisi politica e istituzionale di una nazione che - come affermano attivisti e ong pro diritti umani - vira sempre più a destra e attacca i valori democratici

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