12/09/2013, 00.00
INDONESIA
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Jakarta ospita “Miss World Muslimah”, la risposta islamica a Miss Mondo

di Mathias Hariyadi
La prossima settimana nella capitale il concorso di bellezza che “osserva” riti e tradizioni musulmane. Per l’organizzazione il Comitato ha consultato esperti e studiosi islamici. Presenti miss di sei nazioni musulmane. Ancora polemiche e minacce su Miss Mondo 2013, in programma a Bali; per il governo “lo spettacolo deve continuare”.

Jakarta (AsiaNews) - La prossima settimana Jakarta, capitale dell'Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, ospiterà un concorso di bellezza dedicato alle "Muslim Ladies". E' la risposta islamica al concorso di Miss Mondo, in calendario in questi giorni a Bali e Bogor (West Java), e che ha dato origine a feroci polemiche fra le frange estremiste della popolazione. Minacce e avvertimenti che hanno portato alla cancellazione della prova in bikini, per non "urtare" la sensibilità religiosa della popolazione. Il nome ufficiale della manifestazione è Miss Mondo Islamica o, come viene chiamato in lingua locale, "Miss World Muslimah 2013".

L'evento si terrà a South Jakarta dal 18 settembre e registrerà la partecipazione di 20 "reginette di bellezza" provenienti da sei nazioni musulmane: Iran, Indonesia, Malaysia, Brunei, Nigeria e Bangladesh. Eka Shanty, indonesiana e organizzatrice della manifestazione, spiega che il lato estetico non sarà il "fattore primario" e il solo metro di giudizio. Si guarderà, spiega, alle cosiddette tre "S": sholehah (buona morale), smart (intelligenza), stylish (stile). Ma non vi sono dubbi, conclude, che saranno "anche belle".

Gli organizzatori hanno comunicato alle aspiranti miss l'obbligo di indossare vestiti e abiti "di stile islamico", all'insegna dello slogan "i colori musulmani del mondo". Il comitato ha inoltre confermato che, previo allestimento del concorso, si sono tenute "riunioni approfondite" con esperti e studiosi islamici in materia di costumi e oggetti in relazione alla tradizione musulmana.

Intanto continuano le polemiche attorno al più famoso concorso di bellezza, Miss Mondo, con l'intervento del ministro per gli Affari religiosi. Suryadharma Ali ha bollato come "impropria" la manifestazione, perché esula da costumi e abitudini della tradizione indonesiana. Tuttavia, dopo una serie di scontri interni - e le minacce islamiste - il governo di Jakarta ha deciso di confermare il via libera secondo il motto "lo spettacolo deve continuare". A Bali le autorità hanno imposto rigide misure di sicurezza, stanziando polizia e reparti dell'esercito.

In questi anni, le autorità indonesiane hanno ceduto più volte di fronte alle pressioni dei gruppi fondamentalisti islamici - come il Consiglio degli ulema o il Fronte di difesa islamico - che svolgono un ruolo di "osservatori" dei costumi e della morale nell'arcipelago. Ad Aceh, regione in cui governano i radicali islamici, le donne non possono indossare pantaloni attillati o minigonne. Nel marzo 2011 il Mui si è scagliato contro l'alzabandiera "perché Maometto non lo aveva mai fatto"; prima ancora aveva lanciato anatemi contro il popolare social network Facebook perché "amorale", contro lo yoga, il fumo e il diritto di voto, in particolare alle donne.

 

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