03/12/2015, 00.00
INDONESIA
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Jakarta: privati della chiesa, i fedeli della Yasmin Church celebrano l’Avvento in piazza

Momenti di preghiera interconfessionali davanti al palazzo presidenziale. Da sei anni non possono festeggiare il Natale in chiesa perché le autorità ne bloccano la costruzione. Portavoce: “Vogliamo coinvolgere tutte le religioni: non si deve stare zitti solo perché si è una minoranza”.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – I fedeli dell’Indonesian Christian Church (Gki) Yasmin di Bogor hanno deciso di festeggiare l’Avvento e il Natale in pieno centro a Jakarta, davanti al palazzo presidenziale, coinvolgendo tutte le confessioni cristiane e le altre religioni per chiedere il rispetto dei diritti delle minoranze. Dwiati Novita Rini, portavoce della Yasmin, parlando al Jakarta Post, ha dichiarato che “sarà un festeggiamento del Natale interreligioso e interconfessionale”.

Lo stesso portavoce ha annunciato che la comunità ha ricevuto l’appoggio di alcuni network per i diritti umani, come il Setara Institute. Le celebrazioni sono organizzate insieme alla Batak Protestant Chuch (Hkbp), la denominazione protestante più numerosa d’Indonesia. Rini ha aggiunto che i servizi d’Avvento saranno il 6 e il 20 dicembre alle 13, mentre quello di Natale si terrà il 25 dicembre alle 14, nella piazza adiacente al palazzo.

Per la Yasmin Church sarà il sesto Natale di fila celebrato al di fuori della chiesa, da quando nel 2010 l’amministrazione di Bogor ha revocato il permesso di costruzione (Imb) del luogo di culto e fermato i lavori. Per diversi fine-settimana, i fedeli hanno celebrato il servizio liturgico davanti al palazzo presidenziale, ma il gesto non ha per ora convinto il presidente Joko Widodo a mettere in atto l’impegno di proteggere le minoranze religiose. Neanche il fatto che il governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, sia protestante, sembra aver giovato ai fedeli della Gki Yasmin.

Negli anni, i protestanti hanno ricevuto l’appoggio di molte organizzazioni per i diritti umani, come il Jakarta Legal Aid Institute (Lbh) e la Commissione per le persone scompare e le vittime di violenza (Kontras). Bona Sigalingging, un altro portavoce della comunità, afferma: “Molti amici vengo a sostenerci ogni volta che facciamo la celebrazione del Natale di fronte al palazzo”. Egli crede che invitando persone di diverse fedi religiose, la Gki incoraggi le altre minoranze cristiane a prendere coraggio e a parlare, chiedendo il diritto ad essere protette dallo Stato: “Vogliamo bussare alle porte delle altre chiese cristiane in modo che possano riflettere e capire che non dovrebbero arrendersi solo perché sono una minoranza”.

L’Indonesia, nazione musulmana (sunnita) più popolosa al mondo, è sempre più spesso teatro di attacchi o episodi di intolleranza contro gruppi minoritari, siano essi cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Ieri, il coordinatore dell’ufficio per la religione e la fede della Commissione nazionale per i diritti umani (Komnas Ham), ha accusato Jakarta di “chiudere un occhio” sui casi di abusi ai danni minoranze religiose e di non utilizzare la propria autorità per revocare le leggi discriminanti dei governi locali.

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