20/11/2015, 00.00
INDONESIA

Java centrale: musulmani e cattolici insieme nella “lunga marcia” per l’ambiente

di Mathias Hariyadi
Centinaia di persone hanno camminato tre giorni per protestare contro lo sfruttamento di un’area montagnosa del Kendeng tramite la costruzione di fabbriche di cemento. Leader religiosi e intellettuali hanno appoggiato la protesta. La Corte di Semarang ha accolto l’istanza della popolazione e bloccato i permessi per ulteriori costruzioni.

Semarang (AsiaNews) – Rivendicare il diritto della gente di proteggere il proprio ecosistema e protestare contro la costruzione di fabbriche di cemento che distruggono l’ambiente. È questo lo scopo di una “lunga marcia” pacifica cui hanno partecipato almeno 200 persone del Java Centrale. La manifestazione è partita dalla città di Pati ed è giunta alla capitale provinciale Semarang (circa 80 km), per tutelare l’area delle montagne Kendeng, che vanno da est a ovest dell’isola. La marcia è iniziata il 15 novembre ed è terminata il 17, giorno in cui la Corte statale amministrativa di Semarang (Ptun) doveva emettere il verdetto sulla costruzione di un’industria di cemento. La sentenza ha negato il permesso e bloccato i lavori, facendo esultare i partecipanti alla marcia.

Donne e uomini, persone ordinarie e contadini locali hanno lasciato le loro case di Pati, Kudus, Rembagn e Blora per mettersi in cammino per tre giorni sotto il sole. P. YB Haryono Msf, sacerdote e direttore di un centro culturale, spiega che la marcia è stata organizzata dal People’s Network for the Preservation of Kegend Mountains (Jm-Ppk) ed è stata appoggiata da leader religiosi musulmani, sacerdoti cattolici e artisti. “Questo successo – spiega p. Budi Purnomo, presidente della Commissione interreligiosa dell’arcidiocesi di Semarang, che ha partecipato alla marcia – non sarebbe stato possibile senza l’impegno di leader locali come Mas Gunretno, Mbak Gunarti, Mbah Sariman e tutte le donne che difendono il diritto alla conservazione dell’ambiente, che hanno infine vinto la causa”. Arrivati a Semarang, i manifestanti hanno ricevuto l’appoggio della gente locale, e decine di studenti universitari si sono uniti al corteo.

Proteste di questo tipo avvengono nel Java centrale dal 2006, quando la costruzione di un’industria di cemento fu permessa dal governo dopo studi ambientali. La popolazione espresse il proprio disappunto, accusando le autorità di corruzione e di illegalità negli appalti. Ogni anno, in occasione del Giorno dell’indipendenza (17 agosto), vengono compiute una serie di iniziative culturali per suscitare l’impegno della popolazione per la causa. Le persone che partecipano a questi gesti ricevono spesso intimidazioni.

Dopo aver partecipato a 27 sessioni della Corte di Semarang a partire dal 15 maggio 2014, racconta p. YB Haryono Msf, “abbiamo sperato molto che questa volta la battaglia legale della gente finisse con giustizia. Sotto lo spirito della non violenza e nel completo rispetto della legge il Jm-Pkk ha organizzato la sua protesta per la preservazione delle montagne Kendeng, per evitare che fossero sfruttate per motivi economici”.

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