06/03/2020, 14.23
INDIA
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Karnataka: manager di ospedale cristiano arrestato per proselitismo

di Nirmala Carvalho

Estremisti indù malmenano il personale della struttura. Negata la libertà su cauzione. Un attacco alle istituzioni cattoliche. I cristiani aiutano proprio coloro che li attaccano e offendono.

Mandya (AsiaNews) – Estremisti del gruppo radicale Rashtriya Swayamsevak Sangh hanno fatto irruzione nel Sanjo Hospital, distretto di Mandya (Karnataka), e hanno malmenato Simon George, funzionario responsabile delle pubbliche relazioni, e l’amministratrice suor Nirmal Jose. Secondo i militanti, i due avrebbero denigrato le divinità indù.

Invece di essere soccorso dalle autorità, Simon George è stato arrestato. Il fatto è accaduto 4 giorni fa. Un tribunale locale ha poi negato la sua scarcerazione su cauzione. P. Josekutty Kalayil, che cura gli affari legali dell’ospedale, racconta che il caso è nato dopo il ricovero per problemi circolatori di un anziano indù il giorno precedente l’aggressione. Poco prima di essere dimesso, l’uomo ha chiesto perché ci fosse una Bibbia nella sua stanza. Simon George, che stava compiendo un giro di routine, gli ha risposto che poteva leggerla se fosse interessato. Poco dopo è scattato il raid punitivo.

Secondo Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), l’ospedale è stato attaccato per il semplice fatto di essere gestito da religiosi cristiani, malgrado esso assista chiunque, senza riguardo della fede o della casta di appartenenza.  

“Missionari cristiani che lavorano in ambito medico ed educativo – continua il presidente del Gcic – sono ogni giorno presi di mira da estremisti che cercano di screditare il loro impegno altruistico, che è quello di far arrivare alle persone il ‘tocco benefico’ di Gesù”. Egli afferma che le accuse al personale del Sanjo Hospital sono false e da condannare con forza: “Non c’è nulla di criminale o illegale nel tenere una Bibbia in una camera di ospedale, nessuna divinità indù è stata offesa.”

Sajan K George nota che la minuscola comunità cristiana (circa 9mila persone su un totale di 1,8 milioni) che vive nel distretto di Mandya è sotto costante minaccia di gruppi fondamentalisti. “Le nostre istituzioni per la maggior parte aiutano proprio coloro che ci attaccano e offendono. Che Dio abbia pietà di loro, non sanno cosa stanno facendo”, è il suo laconico commento.

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