24/03/2020, 08.56
INDIA
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Kerala, celebra la messa nonostante i divieti: arrestato un sacerdote

di Nirmala Carvalho

P. Pauly Padayatty è stato poi rilasciato su cauzione. La polizia ha arrestato altre persone che partecipavano a raduni e processioni in templi e moschee. Il card. Gracias celebra la messa online e dà nuove disposizioni per i funerali e le confessioni.

Mumbai (AsiaNews) – Un sacerdote cattolico è stato arrestato ieri dalla polizia del Kerala per aver celebrato la messa, nonostante le rigide disposizioni emanate dalle autorità per evitare la diffusione della pandemia di coronavirus in India. In seguito p. Pauly Padayatty, della diocesi di Irinjalakkuda, si è scusato pubblicamente ed è stato rilasciato su cauzione.

Lo Stato del Kerala ha disposto la chiusura dei luoghi di culto ma non ha vietato le funzioni religiose, che possono essere tuttavia celebrate alla sola presenza del sacrestano. Da parte sua, il Consiglio episcopale del Kerala ha emanato una circolare in cui chiede alle parrocchie di evitare le adunanze per la messa. I riti sono consentiti, a patto che venga rispettata la distanza di sicurezza e partecipino meno di 50 persone. In particolare i vescovi chiedono a bambini e anziani di non uscire di casa e guardare la messa online.

P. Padayatty, 58 anni, è il parroco della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo soccorso di Koodapuzha. Un sacerdote della sua diocesi racconta che una famiglia gli ha domandato di celebrare il funerale di un parente. Il prete avrebbe chiesto di rispettare il limite consentito di partecipanti, ma poi alla fine si sarebbero presentate più di 100 persone. Pertanto la polizia lo ha arrestato per l’elevata concentrazione di fedeli e denunciato altre 50 persone.

In India il contagio ha colpito oggi 492 persone e altre nove sono morte. In altre zone del Kerala la polizia ha bloccato raduni religiosi in templi e moschee: a Kannur gli agenti hanno sporto denuncia contro un tempio e cinque moschee; a Malayinkeezhu hanno arrestato 28 persone che partecipavano ad una processione in un tempio indù. Tuttavia sui social abbondano anche immagini di incontri affollati, soprattutto di politici indù.

Il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci), ha sospeso tutte le messe, gli incontri con il clero, le ordinazioni sacerdotali e la messa del crisma. Egli sta celebrando la messa online ogni mattina alle 7.30. Ieri il porporato ha diffuso un videomessaggio ai sacerdoti del suo territorio, invitandoli ad assumere “atteggiamenti saggi e prudenti per il nostro popolo”.

Egli chiede ai preti di non esporsi al rischio di contagio e rimanere a casa per le prossime due settimane, che saranno le più cruciali in termini di diffusione del virus. Chiede di ridurre al minimo il personale delle parrocchie, e al contempo di non ridurre il salario. Poi dispone direttive per funerali e confessioni: per i primi, blocca le messe in memoria dei defunti e invita a celebrare i rituali funebri al cimitero e con pochissime persone, previo avviso delle autorità. Per le seconde, avverte che non ci sono le condizioni; tuttavia si possono concedere assoluzioni generali per i malati di coronavirus e fare catechesi a distanza sulla necessità del pentimento per la remissione dei peccati.

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