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» 30/12/2005 12:34
KIRGHIZISTAN - UZBEKISTAN
Kirghizistan sotto pressione per rimandare rifugiati in Uzbekistan

Lettera aperta Human Rights Watch al presidente Bakiev. C'è il timore che  i rimpatriati vengano torturati, per estorcere false ammissioni.



New York (AsiaNews/Hrw) – Le autorità del Kirghizistan non devono rimandare i rifugiati in Uzbekistan, dove c'è il rischio siano torturati. Lo dice oggi l'organizzazione per la tutela del diritti Human Rights Watch (Hrw) in una lettera aperta a Kurmanbek Bakiev, presidente kirghizo.

L'Uzbekistan ha chiesto l'estradizione per 5 uomini detenuti in Kirghizistan perché li ritiene autori di violenze durante le proteste di Andijan nel maggio 2005. Secondo molti Stati e organismi internazionali, in  quei giorni le autorità uzbeke hanno represso le proteste con la violenza e l'esercito ha sparato contro dimostranti disarmati, uccidendone centinaia. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha riconosciuto lo status di rifugiato a 4 dei 5 fuggitivi.

"Sollecitiamo il presidente Bakiev – dice Holly Cartner, direttore esecutivo di Hrw per l'Europa e l'Asia centrale – a dare applicazione agli impegni internazionali del Kirghizistan e proteggere le persone che qui hanno cercato rifugio".

Secondo Hrw, la richiesta di estradizione fa parte dell'estesa campagna di repressione civile iniziata dalle autorità uzbeke dopo i massacri di Andijan, che vuole ridurre i testimoni al silenzio e confermare la versione ufficiale, secondo la quale i dimostranti volevano realizzare un golpe violento e creare un califfato islamico. Decine di persone sono state torturate per farle "confessare". Presunti organizzatori sono stati condannati a lunghe detenzioni con processi che hanno violato in modo palese la legge nazionale e internazionale. Louise Arbour, Alto commissario Onu per il Diritti umani, ha più volte espresso "profonda preoccupazione" sulla correttezza di questi processi.

"La tortura – prosegue Cartner – dilaga in Uzbekistan e le regole di un processo equo sono ignorate in modo abituale. Rimpatriare i rifugiati in una simile situazione sarebbe illegale e ingiustificabile".

La Convenzione per i rifugiati del 1951 e quella contro la tortura del 1984, sottoscritte dal Kirghizistan, proibiscono di rimandare indietro persone quando c'è un grave rischio che siano torturate. Già nel 2003 il Rapporto speciale Onu sulla tortura concludeva che in Uzbekistan la tortura "è sistematica". Lo scorso luglio 2005 il governo di Bishkek ha permesso a oltre 400 persone, qui rifugiate dopo le violenze di Andijan, di andare in Romania. (PB)


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