28 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 27/04/2012
IRAQ
Kirkuk, grazie alla Chiesa irakena che promuove “Ponti per la pace”
di Joseph Mahmoud
I 50 leader politici e religiosi riuniti ieri all’arcivescovado hanno sottoscritto un documento in sette punti per l’armonia e la convivenza. Un appello al governo centrale e al governatorato del Kurdistan, perché risolvano i problemi “piuttosto che complicarli”. Mons. Sako: la diversità valore alla base della convivenza.

Kirkuk (AsiaNews) - Il governo centrale irakeno e il governatorato del Kurdistan devono "contribuire a risolvere i problemi, piuttosto che contribuire a complicarli", perché le loro decisioni possono avere "un impatto negativo" in particolare nei settori dei servizi, dell'economia e della sicurezza. È questo uno dei sette punti del documento sottoscritto ieri a Kirkuk - nel nord del Paese - da oltre 50 intellettuali, leader politici e religiosi irakeni, durante il convegno "Costruire ponti per la pace" promosso dal locale arcivescovado. Un appuntamento che ha generato ottimismo e speranza per il futuro, commenta ad AsiaNews mons. Louis Sako, perché solo grazie alle "diversità" si potrà realizzare davvero una convivenza fondata "sul dialogo" e "il rispetto dei diritti altrui". Speranze condivise anche dagli altri partecipanti e firmatari, fra cui il parlamentare curdo Sheik Lattif Guli che ha dichiarato: "Ora, grazie alla Chiesa, siamo diventati 50 ponti per la pace".

Durante il forum di ieri nella grande sala conferenze interna all'arcivescovado caldeo di Kirkuk, si è discusso di riconciliazione politica, sociale, religiosa alla presenza di personalità locali e nazionali di primo piano. Al termine dell'incontro, gli oltre 50 presenti hanno sottoscritto un documento in sette punti, per attuare "in modo concreto" i propositi di pace, convivenza pacifica e sviluppo di tutta la regione.

Nel dettaglio, il documento prevede: al primo punto, l'invito a "vivere assieme e rispettare il variegato mosaico" della città di Kirkuk, secondo i principi di "armonia e rispetto"; secondo, promuovere il dialogo perché "con la violenza non si cambia né si migliora la situazione"; al terzo punto, lo smantellamento di discorsi e iniziative che conducono a "odio, emarginazione, esclusione"; quarto, l'auspicio che si possa "mediante consenso" arrivare all'elezione dei membri del Consiglio provinciale; quinto punto, la situazione delle carceri e una giustizia più rapida ed efficiente; sesto, l'appello "al governo centrale e al governo del Kurdistan" perché "risolvano davvero i problemi" piuttosto che "peggiorare la situazione"; settimo e ultimo punto, la nascita di un "comitato" chiamato a vigilare sul rispetto di "diversità e differenze" e che "promuova in modo concreto il dialogo".

Commentando la giornata di ieri, mons. Louis Sako - arcivescovo di Kirkuk e anima dell'iniziativa - manifesta un cauto ottimismo: "La nostra presenza - spiega ad AsiaNews - riuniti come una sola famiglia per costruire ponti di pace è un bene grande. Possiamo così esprimere la nostra unità e fraternità". Il prelato avverte che è necessario "accettarci e rispettarci" partendo "dalle nostre diversità, dalle nostre legittime differenze". "Il dialogo nasce dal rispetto del diritto degli altri - aggiunge ancora - ad essere diversi per nazionalità, cultura, lingua, religione e sesso". Per questo ricorda il Vangelo di Matteo, nel passo in cui Cristo cita la legge dei Profeti: "Fate agli altri - conclude mons. Sako - ciò che vorreste che gli altri facessero a voi. Questa è l'unica regola di convivenza armoniosa".

Kirkuk, con i suoi 900mila abitanti, da tempo è al centro di un conflitto etnico-politico fra arabi, turcomanni e curdi. Questi ultimi la vorrebbero annessa alla regione del Kurdistan, mentre arabi e turcomanni sostengono il legame con il governo centrale irakeno. La città è stata teatro di diversi attentati e attacchi mirati, che hanno colpito a più riprese anche la minoranza cristiana, e sono acuiti da una componente economica: il sottosuolo della regione è infatti ricco di petrolio e gas, il cui controllo e sfruttamento è conteso dalle diverse fazioni in lotta.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/04/2012 IRAQ
“Costruire ponti per la pace”: a Kirkuk, un progetto unisce cristiani e musulmani
di Joseph Mahmoud
01/03/2010 IRAQ
Manifestazioni e digiuno dei cristiani irakeni contro le uccisioni e il “ghetto” di Ninive
19/08/2009 IRAQ
Kirkuk: ucciso uomo d’affari, rapito un medico. Torna la paura fra i cristiani
13/03/2009 IRAQ
Kirkuk, cristiani e musulmani pregano per mons. Rahho e per i martiri irakeni
di Louis Sako*
30/05/2011 IRAQ
Mosul: cristiano ortodosso ucciso a colpi di pistola

In evidenza
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.
LIBANO
Dalle Makassed islamiche una lotta dottrinale contro l’estremismo musulmano
di Fady NounL’organismo di riferimento ufficiale dei sunniti del Libano ha approvato un documento intitolato “Dichiarazione di Beirut sulla libertà religiosa”. Ci si chiede se Dar el-Fatwa riuscirà a riprendere progressivamente il controllo dell’insegnamento religioso musulmano nelle moschee del Paese.
HONG KONG - CINA
Card. Zen: Rimuovere le croci nel Zhejiang è insultare la fede dei cattoliciIl vescovo emerito di Hong Kong valuta che la campagna di distruzione delle croci e degli edifici religiosi sia ormai una direttiva a livello nazionale e una “regressione” della politica religiosa della Cina. Cattolici e protestanti di Hong Kong: Potrebbe succedere anche da noi. Entro il primo settembre saranno distrutti altri 15 edifici sacri “illegali” nel Zhejiang.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate