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» 01/02/2012 10:32
IRAQ - CINA
Kirkuk: cristiani in preghiera, per la liberazione dei vescovi e sacerdoti cinesi
di Louis Sako *
Anche mons. Sako aderisce alla campagna di AsiaNews e invita la comunità locale a mostrare simpatia e vicinanza "sincera e fraterna". Nelle persecuzioni e guardando ai martiri, spiega il prelato, emerge la forza del cambiamento. Un appello a favore dei diritti umani e della libertà religiosa in tutto il mondo.

Kirkuk (AsiaNews) - In occasione del capodanno cinese, festeggiato lo scorso 23 gennaio, che celebra l'inizio dell'anno del Dragone AsiaNews ha inviato una lettera al presidente Hu Jintao e una all’ambasciatore cinese in Italia per domandare la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti, scomparsi nelle mani della polizia o detenuti senza alcun processo in un Paese che oggi rappresenta la seconda economia mondiale, è membro del Consiglio di sicurezza Onu e ha firmato la Carta universale dei diritti umani. Fra i prelati scomparsi vi sono mons. Giacomo Su Zhimin e a mons. Cosma Shi Enxiang, cui la nostra agenzia ha voluto dedicare il simbolico premio "all'illustre sconosciuto" 2011 (cfr. AsiaNews 30/12/2011 Il premio 2011 a due vescovi cinesi, martiri e “illustri sconosciuti”), per la loro battaglia decennale per la verità, la dignità e la giustizia.

Alla campagna promossa da AsiaNews ha aderito con entusiasmo l'arcivescovo emerito di Lahore mons. Lawrence John Saldanha, secondo cui la battaglia per la loro liberazione è soprattutto "una questione di libertà religiosa e di diritti umani di base per liberi cittadini" (cfr. AsiaNews 31/01/2012 Vescovo pakistano: con AsiaNews, per la liberazione di vescovi e preti cinesi). Di recente è intervenuto anche mons. Savio Hon Tai-fai, segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che ha invitato il governo di Pechino a liberare prelati e sacerdoti, "perché farebbe del bene anche all’immagine internazionale della Cina”.

Di seguito riportiamo l'intervento di mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, che ha dato pieno sostegno all'iniziativa di AsiaNews. Ieri il prelato ha pregato con tutta la comunità per "i nostri fratelli" sacerdoti e vescovi cinesi, testimoniando la solidarietà della comunità cristiana irakena anch'essa vittima di violenze e persecuzioni.

Ho appreso con dolore, grazie alla campagna di AsiaNews, l'arresto di alcuni vescovi e preti cinesi. É un fatto impensabile che un governo o un gruppo religioso perseguiti una persona, perché ha una fede religiosa diversa! Una concezione ancora medioevale e non da 21mo secolo, nel quale ci troviamo! É difficile capire la natura di queste iniziative contro la persona umana. Questi atti sono un'offesa a Dio creatore e all'essere umano in genere. La libertà è un valore assoluto che dobbiamo rispettare tutti, soprattutto e in particolar modo la libertà di coscienza [in materia di fede]. La libertà è strettamente connaturata alla statura umana; perché, in caso contrario, l'uomo sarebbe solo un robot senza valore.

Noi, cristiani irakeni, sappiamo bene cosa significa essere perseguitati, rapiti, uccisi e - al tempo stesso - cosa si prova a sentirsi indifesi! Abbiamo una serie di martiri nei quali troviamo la forza per resistere e perseverare, per nutrire la speranza di cambiamento. Preghiamo il Signore perché nell'uomo possa maturare il seme Divino, in particolare nel cuore dei governanti e dei funzionari cinesi perché possano liberare queste persone innocenti, rispettando il piano di Dio.

Oggi [lunedì 31 gennaio] nella cattedrale abbiamo pregato per loro, per i vescovi e i sacerdoti cinesi arrestati; a nome della comunità cristiana di Kirkuk, presento alla comunità religiosa cinese la nostra simpatia e la nostra vicinanza sincera e fraterna. Seguiamo con apprensione le notizie che riguardano il loro destino: possa la loro sofferenza essere una memoria per tutti i cristiani del mondo e per tutti gli uomini di buona volontà una occasione di vicinanza e solidarietà. Ancora, lancio un appello a lavorare insieme per il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo. Rivolgo un grazie ad AsiaNews e a quanti vorranno sostenere la campagna per la liberazione di questi fratelli!

Vorrei dire loro: coraggio! Nonostante tutto, il male non ha futuro; il bene è lento a compiersi, ma alla fine vince sempre. La luce verrà, il cambiamento ci sarà. Stiamo pregando per la vostra liberazione, così come la prima comunità cristiana a Gerusalemme ha pregato per la liberazione di Pietro e Giovanni. La vostra sofferenze non saranno vane, sono sicuro che esse contribuiranno alla comprensione dell'unico senso possibile di vita: l'amore.

* Arcivescovo di Kirkuk

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