21/12/2019, 10.13
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L’Ortodossia russa in Giappone, una storia che si è fatta ponte

di Vladimir Rozanski

A Tokyo presentati gli scritti di san Nikolaj, arcivescovo del Giappone, a cavallo fra '800 e '900. Nelle sue lettere si trovano i semi dell'ortodossia nel Sol Levante. La Chiesa Ortodossa del Giappone conta oggi circa 30mila fedeli (lo 0,024% della popolazione), organizzati in tre diocesi (Tokio, Kyoto e Sendajsk) e 150 parrocchie. A Tokyo è aperto un seminario per la preparazione dei sacerdoti, e anche un monastero dedicato a s. Nicola.

Tokyo (AsiaNews) - Il 17 dicembre è stata presentata a Tokyo, presso l’ambasciata della Federazione Russa, un’edizione speciale in tre tomi sulla storia dell’Ortodossia in Giappone: “Opere complete del santo uguale agli apostoli Nikolaj (Kasatkin), arcivescovo del Giappone”. Nella raccolta sono stati inserite sia le relazioni ufficiali del missionario russo in Giappone, sia le sue lettere tra il 1860 e il 1911, alcune delle quali inedite.

Nikolaj, sacerdote ortodosso russo, fu il fondatore della Chiesa Ortodossa in Giappone, facendone una vera “figlia” dell’ortodossia russa, con la quale egli rimase sempre in contatto. Egli scriveva: “Qui non c’è tempo neanche per le lettere, ma quando sorgono tanti problemi che necessitano di una comunicazione con la Russia, allora mi fermo e cerco di allontanarmi dalle ansie e dalle cose, mi trasferisco con lo spirito in patria e comincio a discutere”.

Molte sue lettere sono dedicate allo sviluppo della missione spirituale e diplomatica della Russia in Giappone. Ma c’è anche una corrispondenza con alcuni soldati russi che si trovano nelle prigioni giapponesi in seguito alla guerra tra i due Paesi del 1904-1905, quando la disastrosa e inattesa sconfitta della Russia iniziò una stagione di grandi cambiamenti nel Paese, che si conclusero solo con la rivoluzione del 1917 e la successiva guerra civile.

Ci sono anche episodi curiosi, come la lettera al console russo a Hakodate, Iosif Goshkevich: “Alcuni marinai di una baleniera, recatisi in un negozio giapponese, sotto gli occhi del padrone hanno portato via un’intera cassa piena di soldi; è accorsa un’intera folla di giapponesi insieme ad altri 30 marinai, la rissa è durata a lungo…” scriveva il missionario nel maggio 1865. Nella raccolta ci sono anche appunti e comunicazioni in lingua giapponese.

Alla presentazione è intervenuto anche il rettore del seminario moscovita di San Nicola dell’Ugra, l’igumeno Ioann (Rubin), autore principale della pubblicazione, ricordando che la pubblicazione è legata ai festeggiamenti per i 150 anni della missione ortodossa russa in Giappone, in programma per il 2020, e anche per i 50 anni della canonizzazione di Nikolaj, arcivescovo di tutto il Giappone. Si tratta dell’unica missione russa che ha generato una “Chiesa autoctona”, che pur facendo parte del patriarcato di Mosca si governa autonomamente, in un territorio fuori dalle aree tradizionalmente ortodosse. In altri Paesi i russi hanno sempre dato vita a giurisdizioni per i russi all’estero (come la Chiesa Ortodossa in America, non riconosciuta dalle altre Chiese ortodosse).

L’igumeno Ioann si è augurato che “questo progetto meriti l’attenzione di ampi settori della società giapponese, in quanto rappresenta un vero e proprio ponte tra la Russia e il Giappone, e la diffusione degli scritti di Nikolaj è molto importante per lo sviluppo delle nostre relazioni reciproche”. Sono intervenuti anche l’attuale metropolita di Tokyo e di tutto il Giappone Daniil (Ikio), il suo vicario Serafim (Noboru), arcivescovo di Sendajsk e altre personalità ecclesiastiche e diplomatiche russe in Giappone. Il metropolita Daniil ha presentato diverse testimonianze sulla santità di Nikolaj, raccolte tra diversi fedeli e cittadini giapponesi dell’epoca Meiji (il regno dell’imperatore Mutsuhito, 1868-1912).

Attualmente la Chiesa Ortodossa del Giappone conta circa 30mila fedeli (lo 0,024% della popolazione), organizzati in tre diocesi (Tokio, Kyoto e Sendajsk) e 150 parrocchie. A Tokyo è aperto un seminario per la preparazione dei sacerdoti, e anche un monastero dedicato a s. Nicola. L’attuale metropolita Daniil, ottantunenne, è in carica dal 2000. Pubblica una rivista, Seike Zikho (Il Messaggero ortodosso), è aperta anche una congregazione femminile impegnata in attività caritative e un’associazione della gioventù ortodossa. Il patriarcato di Mosca ha una sua rappresentanza, presso la chiesa di s. Alessandro Nevskij di Tokyo.

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