10/11/2011, 00.00
SRI LANKA

L’amore e la nonviolenza di p. Mike tra i buddisti dello Sri Lanka

Melani Manel Perera
Oggi ricorre il 24mo anniversario dell’assassinio di p. Michael Rodrigo, Oblato di Maria Immacolata. In un’intervista, Anton Meemana, giovane docente cattolico, ricorda la missione e la vita di p. Mike, per molti srilankesi “discepolo di Gesù per eccellenza”.
Colombo (AsiaNews) – Il 10 novembre del 1987 moriva assassinato p. Michael Rodrigo, Oblato di Maria Immacolata (Omi). Chiamato da tutti p. Mike, il sacerdote ha svolto la sua missione nel villaggio di Butthala, a prevalenza buddista. Nel tempo, i locali hanno accettato quest’uomo che ha imparato a conoscere e rispettare la loro religione, al punto da fondare il Christian-Buddhist Dialogue Centre. Promuovendo l’amore e la nonviolenza, p. Mike ha fatto proprie le loro lotte, e per questo motivo è stato ucciso. Oggi, molti srilankesi lo considerano un martire. Per ricordare il 24mo anniversario dalla sua morte, AsiaNews ha intervistato Anton Meemana, giovane docente cattolico.

Come vede la natura di nonviolenza e amore testimoniata da p. Mike attraverso la sua vita e la sua missione?

Nonviolenza e amore sono inseparabili. La qualità delle nostre azioni nonviolente dipende dalla qualità del nostro amore. Essere capaci di amare e perdonare è proporzionale alla nostra capacità di nonviolenza, e viceversa. L’unica e vera misura d’amore è in quante vittime abbiamo aiutato. Amore è la nostra incapacità a rifiutare, la nostra impotenza a dire no a chi è vittima di ingiustizie.

L’amore si rivolge all’altro. È il nostro incessante proteggere l’altro; donare se stessi; arrendersi; essere al servizio della vita, promuovendo le relazioni umane. L’amore è il fondamento della nonviolenza: bisogna amare, preoccuparsi, pregare e benedire i nostri oppressori politici, gli stupratori, i violenti, i razzisti, i misogini e gli imperialisti. Essere amici di un nostro nemico, è la sconfitta più grande che possiamo infliggergli: l’odio gli dà forza, mentre l’amore lo indebolisce e lo annienta. L’amore accresce il nostro appetito ed entusiasmo per la vita; purifica le nostre intenzioni; ci incoraggia ad andare oltre noi stessi e impegnarci di più per gli altri.

Le persone davvero influenti non sono molto conosciute nel corso della loro vita. Vengono scoperte e apprezzate a poco a poco. P. Mike era più potente di Wijeweera e Prabhakaran perché non cercava il potere: chi è davvero influente non ne ha bisogno.

Professore, qual è la sua idea sulla morte di p. Mike?

La sua morte rappresenta il vero inizio della sua missione. L’apparente fallimento della sua missione è invece la sua piena realizzazione. Essere liberi è la nostra intrinseca capacità di amare chi ci odia, ci insulta, ci ridicolizza, ci calunnia, si prende gioco di noi, mette in giro notizie false e pettegolezzi. Tuttavia amare, benedire, pregare, servire e aiutare queste persone, senza aspettarsi nulla in cambio, è la vera libertà di ciascuno e il manifestarsi della sua umiltà. Questo è l’insegnamento di p. Mike.

Quanto più ci odiano, tanto più dobbiamo amarli. Chi ci odia, ci offre un’opportunità evangelica, perché ci spinge a testimoniare con più forza i valori della preghiera.

Cosa pensa dello stile di vita di p. Mike e della santità?

La sua influenza e ispirazione saranno eterne. Senza distruggere, egli ha cercato di costruire un mondo migliore. Ha tentato di superare il male non annientandolo, ma promuovendo il bene.

La violenza è un peccato contro l’amore; è la nostra innata capacità di odiare; è un modo per nascondere la propria codardia. Invece, essere nonviolenti significa essere davvero coraggiosi. Perché la nonviolenza è la nostra capacità di amare senza restrizioni, senza riserve, senza limiti e aspettative. Lavorare senza sosta, non aspettandosi nulla.

Prabhakaran è stato, senza alcun dubbio, coinvolto in attività terroristiche. Ma mentre condanniamo la sua sete di sangue, la sua crudeltà, la sua spietatezza, la sua totale assenza di misericordia, dobbiamo amarlo. Le sue azioni non devono essere una scusa per noi, o rischiamo di diventare esattamente come lui. E lo stesso vale per Rohana Wijeweera. Una persona violenta è una persona senza speranza, senza scopo, disorientata, impaziente, disperata. Chi usa le armi è solo un codardo.

Il rinnovamento interiore è un continuo correggersi, un processo lungo una vita. È la base della vera rivoluzione. Il santo è il vero rivoluzionario: solo persone simili possono portare vera emancipazione nel nostro mondo.

L’eucarestia è l’ultima risposta alla guerra. La presenza di Cristo nella vita di p. Mike, ha reso la sua intera vita eucaristica ed entusiasta. P. Mike è la figura più simile a Cristo che lo Sri Lanka abbia mai avuto, è discepolo di Gesù per eccellenza. Se lo Sri Lanka è stato benedetto, è grazie a una persona come p. Mike. Egli è un chiaro esempio di grazia divina e amore nella storia dello Sri Lanka. Se questo Paese sta progredendo, è indispensabile seguire l’insegnamento di p. Mike.
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Sri Lanka: nel Nord l’esercito costruisce “con la forza” templi buddisti
09/06/2015
Giovani buddisti e indù dello Sri Lanka: nell'amore di Gesù abbiamo trovato la nostra vita
01/06/2012
Sri Lanka, Natale “in un’unica famiglia” per studentesse buddiste, cattoliche e musulmane
11/12/2012
Sri Lanka: cattolici, buddisti e musulmani insieme per fermare l’intolleranza religiosa
30/04/2013
Buddisti e cristiani in Sri Lanka: una cartolina per la democrazia in Myanmar
27/05/2010