23/04/2010, 00.00
GIAPPONE
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L’economia giapponese riprende a camminare

Balzo in avanti delle esportazioni del 43,5% a marzo, 4° mese consecutivo di crescita, soprattutto grazie ai mercati asiatici. Diminuisce la disoccupazione e cresce il consumo interno. Ora si aspetta di vedere se cresceranno i finanziamenti a ditte nazionali, per stimolare ancor più il consumo.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Le esportazioni giapponesi crescono del 43,5% a marzo rispetto a un anno prima, accelerando la ripresa dell’economia. Ora il pericolo appare piuttosto l’inflazione e molti prevedono che la centrale Banca del Giappone allenterà la politica protezionista degli ultimi due anni.

E’ il 4° mese di crescita delle esportazioni, trainate dalle grandi ditte come la Mitsubishi Electric Corp. Appena nel marzo 2009 l’export giapponese toccava uno dei punti più bassi, a seguito della crisi globale causata dal collasso della Lehman Brothers Holdings Inc. nel settembre 2008. Questo marzo Tokyo ha registrato un surplus negli scambi commerciali con l’estero di 948,9 miliardi di yen (circa 7,6 miliardi di euro). In crescita pure le importazioni del 20,7%, a dimostrazione della ripresa del mercato e del consumo interno. Peraltro le esportazioni sono state pari a 6mila miliardi di yen (48,2 miliardi di euro), ancora lontane dal record di 7.700 miliardi del marzo 2008. Per il 2010 il Fondo monetario internazionale prevede una crescita del Giappone di “solo” lo 1,9%, lontana da quella prevista per Cina (+10%) e India (+8,8%), ma che dimostra il completo recupero del Paese. A febbraio la  disoccupazione è stata al livello più basso dal marzo 2009.

Tutti prevedono che la ripresa prosegua, soprattutto grazie alle esportazioni, per la crescente domanda dei Paesi emergenti: le esportazioni verso Paesi dell’Asia è cresciuta del 52,9% (+47,7% verso la Cina), ma in ripresa anche le vendite verso Stati Uniti (+29,5% a marzo) ed Europa (+26,7%). Ottimista anche la centrale Banca di Giappone, il cui governatore Masaaki Shirakawa vede allontanarsi il rischio di una nuova recessione.

Tra le strategie delle ditte nipponiche, appare vincente la creazione di nuovi impianti produttivi nei Paesi dove maggiore è la domanda, come India, Taiwan e Cina.

La ripresa è anche conseguenza dei robusti prestiti erogati dalle banche, programmati in 20mila miliardi di yen di nuovi prestiti a marzo e ad aprile. Il tasso di interesse è tenuto allo 0,1% sin dal dicembre 2008. Ora il mondo finanziario, compreso il Fondo monetario Internazionale, chiede alla Banca del Giappone di erogare maggiori finanziamenti, dopo che le ultime previsioni stimano che l’inflazione per l’anno in corso possa diminuire ancora e attestarsi prossima allo zero. Anche per evitare che la ripresa si trasformi in deflazione, per esempio a seguito di una diminuzione del valore di cambio dello yen o di aumenti del prezzo del petrolio. Rischio che si ritiene possibile evitare anzitutto con un aumento della domanda e del consumo interno.

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