» 16/08/2012 14:48 SIRIA L'Onu condanna esercito e ribelli per crimini di guerra contro la popolazione siriana Esercito e milizie paramilitari sono responsabili della strage di Houla costata la vita a oltre 100 civili. Meno gravi le accuse contro i ribelli. Il documento presenta però gravi lacune dovute alla difficoltà di indagini sul campo. I Paesi musulmani cacciano la Siria dall'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci). I cattolici consacrano il Paese al Cuore Immacolato di Maria.
Damasco
(AsiaNews/ Agenzie) - L'Onu ha condannato per crimini di guerra l'esercito
siriano e i ribelli. Secondo il rapporto firmato dai 47 membri del Consiglio
per i diritti umani, i militari e i guerriglieri "shabbiha" sono responsabili
del massacro di Houla (Hama) costato la
vita a 100 persone e di altre atrocità a danno dei civili, compreso il
bombardamento di un ospedale ad Aleppo. Più lieve la condanna contro i ribelli
che avrebbero commesso crimini, ma "in misura minore" e "con meno frequenza"
rispetto ai soldati del regime. Il documento copre il periodo che va dal 15
febbraio al 20 luglio e si basa su 1.062 interviste fatte alla popolazione siriana
e ai rifugiati all'estero. I dati sono
però scarsi e in parte poco attendibili a causa della difficoltà nella raccolta
di informazioni sul campo ostacolata e dall'esercito e dai ribelli.
A
dirigere la commissione di indagine vi sono Paulo Sergio Pinheiro, diplomatico
brasiliano e da Karen Koning AbuZayd, cittadina statunitense ed ex responsabile del United Nations Relief and Works Agency (Unrwa), agenzia delle Nazioni Unite che
aiuta i rifugiati palestinesi. Dal
rapporto emergono nuove prove a carico dell'esercito considerato
responsabile del massacro Houla avvenuto
lo scorso 25 maggio. I due diplomatici sottolineano che tali dati rafforzano la
posizione della comunità internazionale che da mesi chiede un'azione più dura
nei confronti del regime siriano per crimini contro l'umanità. "Entrambe le parti sono colpevoli di crimini
di guerra - ha affermato la AbuZayd - ma
la maggior parte dei massacri è opera del governo Assad". La diplomatica
sottolinea che in questi mesi il regime ha messo a punto una vera e propria
politica di guerra contro il suo stesso popolo. Le operazioni sono sempre di
più su vasta scala e coinvolgono soldati e forze di polizia.
L'escalation di violenza è aggravata dal progressivo
isolamento del regime di Bashar al-Assad da parte di Occidente e Paesi arabi e
dal rifiuto dei ribelli di scendere a patti con il governo. Il rapporto Onu sui
di crimini di guerra ha spinto gli Stati arabi a espellere la Siria dall'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci). La
decisione è stata resa nota oggi al termine del summit con un comunicato dei 57
membri dell'Oci alla Mecca (Arabia saudita). L'espulsione è stata però
criticata dall'Iran, principale alleato di Assad, che ha accusato i presenti di
violare la carta dell'organizzazione. Infatti, nessun delegato siriano era
presente durante la votazione. Ali Akbar Salehi, ministro degli Esteri
iraniano, ha dichiarato che "la cooperazione è più logica della
sospensione l'Oci deve aiutare governo e opposizione a condurre negoziati per
porre fine alla crisi".
Nonostante
gli sforzi per un cessate- il-fuoco compiuti in questi mesi da Kofi Annan, ex
inviato speciale per Onu e Lega Araba, e i continui appelli di pace del papa,
il conflitto fra esercito e ribelli non accenna a diminuire. Ieri, una forte
esplosione ha colpito una caserma militare situata vicino all'hotel che ospita
gli osservatori delle Nazioni Unite a Damasco. Secondo i media di Stato
l'attentato è opera del Free Syrian Army, che vuole mettere in cattiva luce il
regime durante la visita di Valerie Amos, responsabile della Commissione Onu
per i diritti umani. Dopo alcune settimane di tregua, sono ripresi anche gli
scontri a fuoco in diversi quartieri della capitale, fra cui quello di Mezzeh
sede degli uffici del Primo ministro. Ad Aleppo continua invece l'offensiva del
regime, che in questi giorni ha conquistato i quartieri settentrionali della
città fino ad ora controllati dai ribelli. Nell'operazione sono morti 18
civili.
Ieri, in occasione della festività dell'Assunta, mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco,
ha consacrato la Siria al Cuore Immacolato di Maria. La consacrazione si è
tenuta nella cattedrale a nome di tutti vescovi e fedeli cattolici siriani.