23/04/2008, 00.00
SRI LANKA
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La Chiesa manifesta e prega per la protezione del santuario di Madhu

di Melani Manel Perera
A Colombo si è svolto ieri un momento di preghiera e una marcia pacifica per chiedere ai ribelli tamil di lasciare la zona del santuario mariano e all’esercito di interrompere le operazioni militari. Nuovo messaggio della Conferenza episcopale: la statua di Nostra Signora di Madhu deve al più presto fare ritorno al santuario.

Colombo (AsiaNews) – Si è svolta ieri alla Chiesa di Fatima a Maradana, Colombo, un lungo momento di preghiera seguito da una manifestazione per chiedere ad entrambe le parti in conflitto di ripristinare la sicurezza intorno al santuario di Nostra Signora di Madhu e la statua di Maria, venerata in tutto il Paese, vi possa così fare ritorno.

“Non vogliamo più la guerra e chiediamo una soluzione politica per la pace”, spiega ad AsiaNews p. Rohan Silva (OMI), coordinatore dell’evento e direttore del Centro per la società e la religione. Circa 600 persone, singalesi e tamil, religiosi e laici, hanno partecipato alla manifestazione. Durante la preghiera è stato recitato il rosario con una speciale meditazione e testimonianze di chi di recente ha visitato la diocesi di Mannar, nel nord, dove si trova il santuario mariano.

L’ex amministratore del santuario, p. J.B. Devarajah, ha tenuto un discorso in cui ha chiesto alle Tigri tamil e all’esercito di Colombo di liberare la zona da azioni di guerra. Il sacerdote ha poi riferito che alcuni ladri sono entrati nel santuario e hanno rubato degli oggetti. Del furto le Tigri hanno negato ogni responsabilità. Durante l’evento di ieri è stato letto, in singalese e tamil, un comunicato stampa del vescovo di Mannar, mons. Rayappu Joseph, che chiede ai fedeli di continuare a digiunare ogni venerdì per la protezione del santuario.

Subito dopo i partecipanti sono usciti dalla chiesa per svolgere una piccola marcia pacifica. Gli striscioni esposti invocavano la pace almeno per i luoghi di culto religiosi. Parlando con AsiaNews alcuni manifestanti hanno sottolineato l’importanza di “essere uniti nella preghiera” e l’urgenza dell’ “intervento della Madonna perché porti saggezza ai nostri politici, che devono trovare una soluzione a questa crisi”. Presenti all’evento anche alcuni sacerdoti metodisti ed anglicani.

Intanto la conferenza episcopale dello Sri Lanka (CBCSL) ha ribadito con un nuovo comunicato stampa, ieri, la sua richiesta alle Tigri e al governo di liberare la zona sacra di Madhu, rispettando la legge internazionale che protegge i luoghi di culto. “Le Tigri, che al momento occupano l’area del santuario – si legge nel comunicato – devono lasciare le loro postazioni e le forze armate allo stesso tempo devono abbandonare i loro tentativi di entrare nella zona. Il ritiro dei ribelli è tanto più urgente perché la venerata statua di Nostra Signora di Madhi, trasferita di recente per motivi di sicurezza, deve fare ritorno al più presto al luogo che le spetta e dove i pellegrini la venerano”.

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