08/04/2008, 00.00
SRI LANKA
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Fedeli contrari al trasferimento della statua di Nostra Signora di Madhu

di Melani Manel Perera
Il vescovo di Mannar ha fatto spostare la venerata immagine a causa dell’escalation di scontri tra esercito e Tigri nella zona del santuario. I cattolici si chiedono perché il presule abbia scelto una zona sotto il completo controllo dei ribelli e ipotizzano pressioni.
Colombo (AsiaNews) – Molti cattolici in Sri Lanka, devoti alla Madonna, disapprovano la decisione del vescovo di Mannar di spostare la statua di Nostra Signora di Madhu nella chiesa di Thevanpitti, al confine nord più estremo della diocesi. La disposizione di mons. Rayappu Joseph – attuato lo scorso 4 aprile - è l’epilogo di una vicenda che da mesi affligge la Chiesa locale e i pellegrini che, numerosi e di tutte le etnie e religioni, si recano al famoso santuario di Madhu. La zona è diventata teatro di un escalation del confronto militare tra esercito e ribelli delle Tigri tamil. Così, dopo numerosi appelli per una maggiore sicurezza, il presule ha deciso di spostare la venerata immagine della Madonna. Ma non in un luogo sotto il controllo dell’esercito, piuttosto in una zona ancora più interna e completamente nelle mani delle Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte). La scelta ha suscitato il disappunto dei fedeli, che ora si chiedono “se il vescovo si fida di più dei ribelli, se il santuario è proprietà del governo, delle Ltte, della diocesi, dei tamil o semplicemente non sia patrimonio di tutti i pellegrini?”. 
 
Intervistati da AsiaNews sull’argomento, alcuni cattolici a Colombo hanno espresso i loro dubbi e invitato la Conferenza episcopale ad impegnarsi in modo più deciso. “La responsabilità di proteggere un luogo sacro – dice una donna al santuario di S. Anthony a Colombo – è della Chiesa intera e non solo del vescovo di Mannar. È la Conferenza episcopale che deve aprire un dialogo diretto con le Tigri e il governo e non si tratta di una vicenda politica”. “Non capiamo perché mons. Rayappu Joseph abbia preso questa decisione – dicono i coniugi Nicholas – sembra che il presule abbia agito dietro pressione dei ribelli, altrimenti siamo sicuri che avrebbe trasferito la statua nella sua casa o in una parrocchia in una zona ‘ripulita’ già dalle forze governative”. Di questa opinione anche il comandante dell’esercito, gen. Sarath Fonseka, secondo il quale il trasferimento della statua è la prova che le Ltte “stanno perdendo il controllo della zona di Madhu” e accorgendosi della imminente disfatta fanno pressioni sul vescovo e il clero locale.
 
C’è anche chi tra i cattolici a Colombo ritiene che se il presule ha preso la sua decisione nell’interesse della comunità “ha agito per il meglio”.
 
Nel santuario di Madhu, 220 km a nord di Colombo, da 400 anni si venera un’immagine della Vergine Maria. Fino a pochi anni fa è sempre stato considerato dalle parti in lotta come “zona franca” e risparmiato dalla violenza. Negli ultimi anni l’area è stata anche rifugio per famiglie, tamil e singalesi, in fuga dalla guerra civile.
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