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  • » 23/01/2018, 14.46

    CINA

    La Cina invecchia rapidamente, malgrado non ci sia più la legge del figlio unico



    Secondo i dati del National Bureau of Statistics, nel 2017 le nascite sono diminuite di 630mila bambini. Dopo che nel 2015 il governo aveva deciso di consentire a tutte le coppie di avere due figli, i funzionari della pianificazione familiare avevano previsto che tale cambiamento avrebbe spinto le nuove nascite annuali fino a 20 milioni. Entro il 2030, si prevedeva che la popolazione cinese salisse a 1,45 miliardi dagli attuali 1,39 miliardi,  creando la forza lavoro stabile necessaria per la crescita economica.

    Pechino (AsiaNews) – Malgrado sia caduto il divieto, le famiglie cinesi continuano a non avere un secondo figlio: nel 2017, secondo i dati del National Bureau of Statistics, le nascite sono diminuite di 630mila bambini. Nel 2016 c’era stato un piccolo baby-boom con un aumento di 1,31 milioni di nascite rispetto all’anno precedente, Ciò malgrado il totale era stato di 17,86 milioni di nuovi nati, comunque inferiore ai 18 milioni previsti ufficialmente.

    Ora gli esperti propongono incentivi come agevolazioni fiscali tasse e sussidi per incoraggiare le coppie ad avere un secondo figlio. Ma con l'aumento dei costi dell'educazione e delle abitazioni in Cina, sono poche - almeno finora – ad aver accolto l'idea di aumentare le dimensioni della propria famiglia. Tre decenni di divieto di avere più di un figlio, inoltre, hanno creato una mentalità faticosa  da eliminare.

    Il dato è deludente dopo che nel 2015 il governo aveva deciso di abolire la legge del figlio unico e consentire a tutte le coppie di avere due figli. I funzionari della pianificazione familiare avevano previsto che tale cambiamento avrebbe spinto le nuove nascite annuali fino a 20 milioni. Entro il 2030, si prevedeva che la popolazione cinese salisse a 1,45 miliardi dagli attuali 1,39 miliardi,  creando la forza lavoro stabile necessaria per la crescita economica. Le ultime statistiche mostrano infatti che la popolazione cinese in età lavorativa - tra 16 e 59 anni - ammonta a 902 milioni, pari al 64,8% della popolazione totale. Questo è più di 5 milioni in meno rispetto all'anno scorso. Nel frattempo, le persone di età superiore ai 65 anni alla fine del 2017sono divenute158 milioni, pari all'11,4% della popolazione e 8 milioni in più rispetto al 2016.

    Secondo Liang Jianzhang, professore alla Guanghua School of Management dell'Università di Pechino, e Huang Wenzheng, demografo alla Johns Hopkins University, la Cina si avvia alla diminuzione del tasso di natalità a un ritmo più veloce di quanto prevedessero. In precedenza, Liang e Huang stimavano che il tasso di natalità della Cina avrebbe cominciato a diminuire bruscamente nel 2018, con un calo annuo tra 300mila e 800mila nuovi nati nei prossimi 10 anni.

    Secondo l'Organizzazione Mondiale della sanità, si considera un Paese con una popolazione che invecchia quando la percentuale di persone oltre i 65 anni raggiunge il 7% della popolazione. Quando questo numero ha superato il 14%, è già diventato una società invecchiata e la Cina si sta rapidamente avvicinando al punto di raggiungimento di una società anziana.

     

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