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  • » 11/12/2009, 00.00

    RUSSIA

    La Corte suprema conferma: fuori legge i Testimoni di Geova a Rostov



    Confermata la sentenza emessa a settembre dal tribunale provinciale della città sul Mar Nero. Le comunità delle città di Taganrog, Neklinov e Matveevo-Kurgan non possono più svolgere attività e vanno sciolte. Bandite 34 pubblicazioni dal “contenuto estremistico” e confiscati gli immobili. I Testimoni di Geova si rivolgono alla Corte europea.
    Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Le comunità di Testimoni di Geova della città di Taganrog, Neklinov e Matveevo-Kurgan sono fuori legge, non possono svolgere alcuna attività e vanno sciolte. È quanto afferma una sentenza della Corte suprema della Federazione russa che conferma la condanna  emessa dal tribunale provinciale di Rostov (vedi AsiaNews, 17/09/2009, “Il tribunale di Rostov mette al bando i Testimoni di Geova: estremisti religiosi”).
     
    In settembre l’organizzazione religiosa era stata accusata di diffondere “materiale estremistico” che promuove uno stile di vita settario e ostile alla pacifica convivenza nella Federazione. L’ufficio del pubblico ministero della Corte federale ha confermato l’imputazione mettendo al bando 34 delle 68 pubblicazioni diffuse dai Testimoni di Geova nella regione. Secondo l’accusa esse “contengono espressioni oltraggiose” ed “in pratica tutta la letteratura [distribuita dall’organizzazione] è attraversata come da un filo rosso che afferma che il cristianesimo tradizionale è una religione falsa”.
     
    All’organizzazione viene inoltre imputata “la violazione dei diritti delle persone non credenti” attraverso “tentativi di entrare nelle loro residenze per pregare e compiere attività di evangelizzazione invadenti”. Al divieto di distribuire riviste e pamphlet si aggiunge inoltre anche la confisca di beni immobili, quali uffici e strutture dell’organizzazione, che passano sotto la proprietà della Federazione.
     
    Vasily Kalin, direttore del Comitato di controllo del Centro amministrativo dell’organizzazione in Russia, teme ora che “la decisione apra una nuova epoca di persecuzione per i Testimoni di Geova” anche perché processi analoghi a quelli di Rostov sono incorso in altri tribunali provinciali (vedi AsiaNews, 5/10/2009, “Anche per la Corte dell’Altai i Testimoni di Geova sono ‘estremisti’ da condannare”). Il rappresentante dell’organizzazione nella Federazione afferma: “Il diritto di assemblea pacifica, di possesso di letteratura cristiana e di condivisione della speranza evangelica con i vicini ha subito una grave restrizione”.
     

    Per Arly Chimirov, uno dei legali che hanno seguito i Testimoni di Geova nella vicenda, “la decisione della Corte Suprema conferma l’applicazione illegale della normativa sull’estremismo”. L’avvocato annuncia “l’appello alla Corte europea” secondo la linea difensiva seguita sin dall’inizio della vicenda nelle aule del tribunale di Rostov. L’organizzazione afferma infatti che le pubblicazioni incriminate sono le stesse distribuite in centinaia di Paesi del mondo, fra cui quelli dell’Unione europea, in cui sono presenti comunità dei Testimoni di Geova.

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