01/05/2018, 12.13
TAIWAN-CINA
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La Repubblica Dominicana sceglie i rapporti con la Cina e rompe con Taiwan

Al presente sono 19 i Paesi che hanno rapporti diplomatici con Taipei, in maggioranza piccoli Stati in via di sviluppo. Fra essi vi è anche il Vaticano. Ministro degli esteri di Taiwan: I rapporti col Vaticano rimangono fermi e solidi. Il dialogo Cina-Santa Sede verte solo sulle nomine e ordinazioni dei vescovi ufficiali.

Taipei (AsiaNews) – Il governo della Repubblica Dominicana ha annunciato di voler stabilire rapporti diplomatici con Pechino, rompendo le sue relazioni con Taipei. Il povero Paese caraibico è l’ultimo fra i Paesi che subiscono l’influenza di Pechino per isolare sempre più l’isola. Lo scorso anno Panama ha deciso di stabilire relazioni diplomatiche con la Cina, abbandonando quelli con Taiwan. Al presente sono 19 i Paesi che hanno rapporti diplomatici con Taipei, in maggioranza piccoli Stati in via di sviluppo. Fra essi vi è anche il Vaticano.

Da anni Pechino ha ingaggiato una “guerra della diplomazia” contro l’isola, considerata una “provincia ribelle” da riconquistare. Attraverso donazioni e facilitazioni commerciali, la Cina si fa spazio nei Paesi che ancora riconoscono Taiwan.

Il ministro dominicano Miguel Vargas e il ministro cinese degli esteri Wang Yi hanno tenuto un breve incontro per salutare i nuovi rapporti diplomatici (v. foto).

Secondo il ministro degli esteri di Taipei, Joseph Wu, Pechino ha speso “cifre astronomiche” per allontanare la Repubblica Dominicana da Taiwan. Anche Taiwan in passato ha donato milioni di dollari per progetti di sviluppo.

Poiché fra Pechino e il Vaticano sono in atto dei dialoghi, molti si domandano se tutto ciò non porterà alla rottura fra Santa Sede e Taipei. In una conferenza stampa il ministro Wu ha detto che per ora i rapporti col Vaticano rimangono fermi e solidi. “Per quanto sappiamo – ha precisato - i loro dialoghi non coinvolgono aspetti politici e non c’è un rischio imminente di un cambio di rapporti”. In effetti i dialoghi fra Cina e Santa Sede vertono solo su un accordo per le procedure di nomine ed ordinazione dei vescovi della Chiesa ufficiale. Ma anche su questo punto sembra che la Cina ritardi la sua adesione.

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