10/10/2007, 00.00
TURCHIA-IRAQ
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La Turchia “è pronta” ad incursioni in Kurdistan, ma gli Usa frenano

Il premier Erdogan ha espressamente affermato il diritto del suo Paese a varcare i confini iracheni per attaccare i curdi del PKK. Ma per il Dipartimento di Stato “non è la via giusta”. Da Arbil il governatore avverte: se i turchi entreranno in Iraq subiranno pesanti perdite.
Ankara (AsiaNews) – La Turchia è pronta a prendere “tutte le misure necessarie”, comprese  incursioni militari in territorio iracheno per attaccare i curdi del PKK che vi si rifugiano, ma gli Stati Uniti hanno messo in guardia Ankara dal compiere simili gesti, aggiungendo che la soluzione va cercata concordamente tra i governi turco ed iracheno.
 
Sotto la pressione dell’opinione pubblica, scioccato dai mortali attacchi che il PKK sta conducendo in Turchia e che solo domenica e lunedì sono costati la vita a 15 soldati, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato ieri la propria “determinazione a mettere fine al terrorismo”. “Useremo – ha aggiunto – tutte le nostre risorse. Qualunque cosa sia necessaria sarà fatta”. In questo quadro, il premier ha espressamente parlato di una operazione oltre confine. “I motivi per un’azione oltre confine – ha detto – esistono. Ne abbiamo il diritto. Se sarà necessario entrare in Iraq, lo faremo”.
 
Erdogan non ha indicato date per un possibile intervento, ma, secondo una fonte governativa citata da Hurryet, la decisione di dare il via libera per “l’inseguimento a caldo” nel nord dell’Iraq, da parte di un corpo speciale dell’esercito sarebbe stata presa due giorni fa nel corso di un incontro tra il presidente della Repubblica Abdullah Gul, lo stesso Erdogan ed il comandante delle Forze amate, generale Yasar Buyukanit.
 
Interrogato sulle dichiarazioni turche, il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Sean McCormack, si è espresso contro iniziative militari. “Se ci sono problemi – ha dichiarato – debbono lavorare insieme per risolverli e non sono sicuro che incursioni unilaterali siano la via giusta”.
 
Da parte sua, il governatore della regione di Arbil, nel Kurdistan iracheno, Nozad Hadi, ha messo in guardia i turchi da scelte avventurose. “Se i militari turchi decidono di entrare nei territori del Kurdistan iracheno – ha detto – prenderebbero una decisone sbagliata e incontrerebbero pesanti perdite”.
 
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