01/06/2010, 00.00
CINA

La crescita cinese rallenta ancora a maggio. I timori di Wen Jiabao

L’aumento della produzione industriale è frenato dalla crisi europea e dalle misure governative per rallentare la speculazione immobiliare. Il premier Wen, da Tokyo, ammonisce che c’è il rischio di una seconda crisi globale, ma è fiducioso sulla crescita cinese.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Continua, ma rallenta la crescita della produzione industriale in Cina, a maggio. Il premier cinese Wen Jiabao ammonisce che l’economia mondiale potrebbe tra breve tempo affrontare un nuovo periodo di difficoltà, anche se è ottimista sul proseguimento della crescita economica del suo Paese.

Esperti attribuiscono la minor crescita alla crisi europea, che frena l’esportazione cinese, e alle misure adottate dal governo contro la speculazione immobiliare con conseguente diminuzione di vendite e nuove costruzioni. C’è il timore che la crisi europea possa rallentare ancora di più la crescita cinese: l’Unione europea è il primo partner commerciale di Pechino.

Ieri Wen, in visita a Tokyo, ha ammonito contro il pericolo di una seconda crisi economica globale. Egli ha definito “prematura” la convinzione che la crisi mondiale sia ormai superata e ha ricordato l’elevata disoccupazione negli Stati Uniti e l’eccessivo indebitamento verso l’estero di molti Paesi come la Grecia. “L’economia mondiale è stabile – ha detto – e comincia a recuperare, ma questo recupero è lento e ci sono molti fattori di incertezza e destabilizzanti”. Wen ritiene comunque che ci sia “un cammino difficile” prima che le esportazioni cinesi possano tornare ai livelli pre-crisi.

I dati generali mondiali mostrano una diminuzione globale della produzione industriale, con cali in Australia e Stati Uniti, mentre l’Ue appare stabile.

Gli analisti cinesi mostrano cautela. Zhang Liqun, esperto del Centro Ricerche e Sviluppo presso il Consiglio di Stato, vera intelligence economica cinese, prevede che “l’economia può mantenere una crescita di relativa velocità, ma il tasso di crescita può rallentare”. Pechino punta molto sull’aumento del consumo interno e dell’esportazione in Asia.

Altri analisti osservano che si sta esaurendo l’effetto trainante conseguente ai robusti finanziamenti erogati dalla Cina per stimolare l’economia e prevedono ulteriori rallentamenti.

Pechino appare intanto interessata anzitutto a contenere l’inflazione e la speculazione immobiliare: ad aprile i prezzi immobiliari sono saliti del 12,8% rispetto all’aprile 2009. Invece non appare intenzionata a rivedere il valore dei cambio dello yuan, fermo ai valori di luglio 2008.

A maggio la borsa di Shanghai è scesa del 9,7%, maggior declino da agosto 2009, sempre tirata giù dalle preoccupazioni per le difficoltà dell’Ue.

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