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» 09/04/2008 15:42
HONG KONG - CINA
La diocesi di Hong Kong cancella il pellegrinaggio alla Madonna di Sheshan
Doveva avvenire il 24 maggio 2008, in occasione della prima Giornata mondiale di preghiera per la Cina, lanciata da Benedetto XVI, in contemporanea con l’arrivo di migliaia di pellegrini cinesi al santuario mariano. Le autorità governative temono problemi di sicurezza e temono la mancanza di controllo.

Hong Kong (AsiaNews) – La diocesi di Hong Kong ha deciso di cancellare il pellegrinaggio ufficiale previsto per il 24 maggio 2008 al santuario della Madonna di Sheshan (Shanghai), dopo pressioni del governo cinese riguardanti motivi di sicurezza. Il card. Zen ha comunque lasciato liberi fedeli e sacerdoti di potersi recare in pellegrinaggio in modo individuale. Fonti di AsiaNews ad Hong Kong hanno detto che questa conclusione “era molto prevedibile”, dato il timore della Cina verso ogni raggruppamento non controllabile.

Nella Lettera ai cattolici cinesi pubblicata lo scorso 30 giugno, Benedetto XVI ha stabilito la data del 24 maggio per celebrare una Giornata mondiale di preghiera per la Cina. Nella Lettera egli ricorda anche che il 24 maggio è la festa di Maria Aiuto dei Cristiani, festeggiato con solennità da molti pellegrini cinesi nel santuario mariano di Sheshan, a circa 50 km a sud-ovest di Shanghai.

Per esprimere l’unità con la Chiesa di Cina, fin dal luglio 2007, la diocesi di Hong Kong stava progettando il pellegrinaggio di circa 1000 fedeli del territorio, accompagnati dal card. Joseph Zen. Le autorità cinesi hanno fatto sapere di essere preoccupati dalla presenza del cardinale in quel giorno. Il card. Zen, nativo di Shanghai, è malvisto dal governo cinese, per le sue prese di posizioni a favore della libertà religiosa in Cina e per  la democrazia ad Hong Kong. Dal ’96, da quando è vescovo, non ha potuto più recarsi in Cina se non in un viaggio privato.

Per venire incontro a pressioni e preoccupazioni, il card. Zen ha dichiarato che non si sarebbe recato a Sheshan e che il numero dei pellegrini da Hong Kong si sarebbe ridotto della metà.

Secondo una ricostruzione offerta a Eglises d’Asie dal vicario episcopale di Hong Kong, mons. Dominic Chan Chi-min, a gennaio 2008 tutto era pronto per il pellegrinaggio di 500 fedeli del territorio. Diversi gruppi si sarebbero recati per vie diverse per incontrarsi tutti a Sheshan il 24 maggio per una celebrazione eucaristica in cantonese.

La diocesi di Hong Kong aveva chiesto alla diocesi di Shanghai di fissare per loro un orario conveniente per la messa nel santuario mariano. Alla fine di marzo, la diocesi di Shanghai ha risposto che il responsabile per la visita del gruppo di Hong Kong è il governo locale: il quale – per ragioni di sicurezza, data la grande affluenza di pellegrini in quel giorno – diceva di essere felice di ricevere i pellegrini di Hong Kong, ma in un altro giorno.

Il card. Zen, comprendendo la resistenza delle autorità cinesi, ha deciso di annullare il pellegrinaggio ufficiale, pur lasciando liberi sacerdoti e laici di andare a Sheshan in modo non ufficiale.

Mons. Chan ha dichiarato di “comprendere la situazione della diocesi di Shanghai” ed essendo i cattolici gente pacifica, desideravano che il pellegrinaggio si svolgesse “nella pace”.

Fonti di AsiaNews ad Hong Kong affermano che dare il permesso ai cattolici di Hong Kong di unirsi a quelli cinesi significava sottostare troppo a un’indicazione papale e lasciare sottolineare la profonda unità fra i fedeli in Cina e quelli all’esterno. Inoltre, la presenza di grandi folle di stranieri (come sono spesso considerati i cattolici di Hong Kong), rischiava di far aumentare i controlli per la sicurezza. La tensione cresciuta in questo mese con il problema Tibet rende ancora più nervose e paranoiche le autorità cinesi di fronte ad ogni assembramento di folla.

Alcuni gruppi di cattolici di Hong Kong prevedono di andare in pellegrinaggio a Sheshan per il 26 maggio.


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