10/07/2017, 13.38
EUROPA - ISLAM
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La marcia dei musulmani contro il terrorismo islamico: da Parigi a Berlino, e oggi Bruxelles

di Kamel Abderrahmani

Sono partiti dagli Champs-Elysées l’8 luglio, viaggeranno per le mete colpite dal terrorismo fino al 14 luglio. Momenti di preghiera con ebrei e cristiani sui luoghi degli attacchi in memoria delle vittime. Imam di Lisbona: “non nel nostro nome”. Imam Drouiche: rispettare i valori occidentali, insegnati anche dall’islam “spirituale”.

Berlino/Parigi (AsiaNews) – È partita da Parigi “la Marcia dei musulmani contro il terrorismo”. La mattina dell’8 luglio, almeno 60 imam si sono riuniti agli Champs-Elysées per ricordare Xavier Jugelé, il poliziotto ucciso lo scorso aprile, e sono saliti a bordo di un bus che li porterà nelle città europee colpite dal terrorismo. Ieri, gli imam sono arrivati a Berlino, e quest’oggi saranno a Bruxelles, dove sono attesi da comunità religiose locali e leader politici belgi. Le tappe successive saranno Londra e, di ritorno, le altre città francesi toccate dagli attacchi terroristici.

L’imam di Lisbona, David Munir, ha salutato l’iniziativa, “storica in Europa”, affermando: “Alcune persone commettono crimini nel nome dell’islam, e noi siamo qui per dire ‘non nel nostro nome’”.

Gli imam sono stati accolti con calore da rappresentanti tedeschi cristiani cattolici e protestanti, ebraici, musulmani e politici alla Chiesa della Memoria, a Berlino. Essi insieme ad altri leader musulmani si sono riuniti a Breitscheidplatz, dove lo scorso 19 dicembre un attentato aveva provocato 12 vittime e circa 50 feriti. Qui hanno pregato insieme a rappresentanti locali di fede islamica, cristiana ed ebraica.

Per l’imam Nimes Hocine Drouiche, questa marcia vuole trasmette un chiaro e netto messaggio “di fraternità contro il terrorismo”.

 “Oggi è tempo di denunciare l’islam politico e che gli islamisti smettano di tenere in ostaggio l’islam”, aveva detto Drouiche in un intervento alla rete televisiva El-Mouwatine. “I musulmani si devono adattare ai valori occidentali, perché essi sono valori umani che l’islam spirituale veicola e ci insegna; l’umanismo”. Sulla convivenza, egli ha commentato: “Noi condividiamo con i cristiani, gli ebrei, gli atei, i buddhisti lo stesso Paese e se si innesca il fuoco, nessuno sarà risparmiato dalle fiamme”. Per l’imam tollerante e moderato i musulmani in occidente devono cooperare con decisione alla coesistenza.

Gli imam hanno il coraggio di denunciare i crimini compiuti nel nome dell’islam e invitano attraverso questa marcia a fermare l’ondata di odio e i possibili scontri intercomunitari. D’altronde, l’obiettivo dello Stato islamico è di esportare la guerra in Europa, mettere gli uni contro gli altri, dividere i figli del popolo europeo e spezzare la società europea, sulla base della religione degli uni e degli altri. Ciononostante e per fortuna, la società europea è ben consapevole dei malsani obiettivi di Daesh [Stato islamico in arabo ndr] e vuole rimanere legata alla convivenza fra le comunità.

La marcia si concluderà il 14 luglio, festa nazionale francese, a Campo Marzio. Lì i rappresentanti di fede ebraica, cattolica, protestante e ortodossa saranno attesi per onorare insieme la memoria delle vittime del terrorismo islamista.

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