13 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 31/03/2009, 00.00

    CINA - TIBET

    La polizia picchia a morte un monaco tibetano, poi finge il suicidio



    Il monaco distribuiva volantini contro la persecuzione cinese e in memoria dei morti per le proteste del 2008. Dopo la morte, la polizia avrebbe gettato il corpo in un burrone. Continuano gli arresti arbitrari e i pestaggi. Ma le autorità parlano di una regione prospera dove i tibetani vivono felici e protetti.

    Dharamsala (AsiaNews/Agenzie) – Nel Tibet occupato, la polizia cinese picchia a morte un monaco e continua ad arrestare molti tibetani per stroncare ogni minima protesta.

    Fonti locali hanno raccontato al Tibetan Centre for Human Rights and Democracy che il 25 marzo Phuntsok Rabten, 27 anni (nella foto), del monastero nella contea di Drango a Kardze (in cinese: Ganzi) ha distribuito volantini invitando i contadini a non coltivare la terra per protesta contro la persecuzione cinese e a pregare per i tibetani uccisi nelle proteste del 2008. All’arrivo della polizia è fuggito, ma lo hanno preso e picchiato fino ad ucciderlo sul posto. Poi hanno gettato il corpo in un burrone, per nasconderlo. Ma i monaci hanno recuperato il corpo e lo hanno portato alla polizia per fare una denuncia, che la polizia non ha voluto ricevere. Le autorità parlano di suicidio o di caduta accidentale con un motociclo.

    Sempre il 25 marzo la polizia ha arrestato due monaci del monastero Minyak, nel Drango, che hanno inviato i contadini a non coltivare la terra. Due giorni dopo la polizia ha arrestato circa 20 contadini che protestavano e ne ha picchiati con forza almeno 11 che sono dovuti andare in ospedale.

    Intanto ieri il China Tibetology Research Centre, collegato col governo, ha pubblicato un ampio rapporto sui grandi progressi economici ottenuti in Tibet in 50 anni di dominazione cinese. Lo scritto rigetta le accuse internazionali di genocidio culturale contro la popolazione tibetana e afferma che i tibetani sono ancora “la schiacciante maggioranza nella regione” e che nella zona il tibetano è insegnato nelle scuole. Il rapporto non parla di arresti e detenzioni.

    Ma il governo tibetano in esilio accusa il rapporto di mistificazione. Osserva che le principali città sono dominate dai migranti di etnia Han e che la gran parte degli Han non compaiono nelle statistiche ufficiali perché non hanno permesso di residenza.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    29/01/2009 TIBET -CINA - INDIA
    Quasi 7 mila tibetani arrestati da marzo a dicembre 2008
    Urgen Tenzin, attivista, denuncia il sistematico genocidio praticato dalle autorità cinesi in Tibet. Migliaia di perquisizioni e intimidazioni negli ultimi giorni. Senza l’aiuto internazionale, questo genocidio potrà avere successo.

    26/09/2008 TIBET - INDIA - CINA
    Oltre 1.000 monaci e molti civili tibetani “scomparsi” dopo la repressione di marzo
    Arrestati a marzo o semplicemente scomparsi: da allora parenti e amici non sanno nemmeno dove siano, o se sono ancora vivi. Un appello a governi, enti e Nazioni Unite perché non li dimentichino.

    01/07/2011 TIBET - CINA
    La quotidiana persecuzione di polizia a Kardze
    A Kardze (Ganzi), Sichuan, migliaia di poliziotti da mesi controllano ogni via, ogni persona. Il carcere locale è pieno di monaci, suore, tibetani che hanno manifestato solidarietà al Dalai Lama. Un turista estero racconta le violenze quotidiane e feroci della polizia cui ha assistito.

    23/12/2008 CINA - TIBET
    Continuano le condanne di tibetani ad anni di carcere
    La Cina tiene in carcere da marzo e condanna in silenzio chi ha protestato in Tibet e Sichuan contro la violenza della polizia e per ottenere maggiore libertà. All’epoca ci sono state proteste in tutto il mondo, che hanno fatto preoccupare Pechino.

    18/03/2008 TIBET – CINA
    Attivista tibetano: se è colpa nostra, Pechino inviti osservatori internazionali
    Rispondendo al premier cinese Wen Jiabao – che ha accusato “la cricca del Dalai Lama” per gli scontri avvenuti nei giorni scorsi in Tibet – il direttore del Centro di ricerca parlamentare tibetano ricorda la campagna decennale di odio nei confronti del Tibet lanciata da Pechino ed accusa: la situazione peggiora di giorno in giorno, i poliziotti sparano a vista.



    In evidenza

    RUSSIA-UCRAINA
    La riconciliazione possibile fra Mosca e Kiev

    Vladimir Rozanskij

    Il Sinodo straordinario per i 100 anni della restaurazione del Patriarcato di Mosca, ha rivolto un appello per il ritorno alla comunione con il Patriarcato di Kiev. La risposta di Filaret , molto positiva,  chiede perdono e offre perdono. Da anni vi sono prevaricazioni, espressioni di odio, sequestri di chiese. L’invasione della Crimea ha acuito la divisione. Il governo ucraino rema contro.


    VATICANO-MYANMAR-BANGLADESH
    Non solo Rohingya: il messaggio di papa Francesco a Myanmar e Bangladesh

    Bernardo Cervellera

    L’informazione troppo concentrata sul “dire/non dire” la parola Rohingya. Il papa evita il tribunale mediatico o la condanna, ma traccia piste costruttive di speranza. Una cittadinanza a parte intera per le decine di etnie e uno sviluppo basato sulla dignità umana. L’unità fra i giovani e le diverse etnie, ammirata da buddisti e musulmani.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®