13/04/2006, 00.00
CAMBOGIA
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L'allarme influenza aviaria arriva troppo tardi in molte aree rurali della Cambogia

Il padre di una bambina deceduta a causa del virus H5N1 non conosceva l'influenza aviaria. Informare su come prevenire il virus è molto difficile perché i cambogiani che vivono nelle aree rurali non hanno la televisione. Il governo ha fonti limitate e si concentra sulle 5 province in cui l'emergenza è maggiore.

Tuol Prik (AsiaNews/Agenzie) - Due giorni dopo la morte della figlia di tre anni Cheoun Uork ha saputo dai funzionari del Ministero della salute che la causa del decesso della bambina è il virus dell'influenza aviaria. L'uomo non aveva mai sentito parlare di questo virus.

Il caso è emblematico della situazione in Cambogia, il cui governo non è in grado di spiegare agli abitanti, in modo particolare delle zone rurali, come prevenire l'influenza aviaria. "Se ne fossi stato a conoscenza  avrei preso dei provvedimenti per proteggere mia figlia. Era la mia unica figlia, ora vivrò con il rimorso di non aver fatto abbastanza", spiega Choeun Uork, 30 anni, con indosso una maglietta con un messaggio per la prevenzione dal virus.

Dalla sua comparsa in Asia nel 2003 il virus H5N1 ha provocato la morte di 109 persone, e la rapida diffusione del virus mortale ha fatto scattare un allarme mondiale. Ma molte persone che vivono nelle zone rurali della Cambogia ancora non sono a conoscenza di questo problema. "Molte persone sono disinformate", dice Megge Miller, epidemiologa dell'Organizzazione mondiale della sanità in Cambogia. "Quando ci siamo recati nelle aree rurali la gente ci ha fatto domande come: cos'è l'influenza aviaria?". Il governo, per motivi economici, è costretto a concentrare la sua attenzione solo su cinque delle 24 province del Paese. "Sono quelle considerate ad alto rischio, perché confinano con Thailandia e Vietnam, due Paesi molto colpiti dall'influenza aviaria", spiega Ly Sovann, responsabile del Reparto controllo e sorveglianza delle malattie del Ministero della salute.

Informare la popolazione rurale è difficile anche perché la televisione non è diffusa. "In molti ascoltano la musica alla radio – continua Ly Sovann - ma se mettiamo dei messaggi commerciali o educativi cambiano subito canale in cerca di musica. È per questo che la comunicazione personale è quella più efficiente per insegnare la prevenzione".

Megge Miller fa però notare per portare avanti un sistema di comunicazione personale servirebbero 40 mila volontari e fondi da donatori stranieri. "È comunque molto importante cercare di diffondere una cultura di igiene e pulizia". Douglas Gardner, funzionario delle Nazioni Unite, aggiunge che la Cambogia avrebbe bisogno di 18 milioni di dollari per gestire l'emergenza influenza aviaria nei prossimi 18 mesi. Si dice inoltre sicuro del fatto che ci sono molti focolai della malattia, ma che il governo non ne verrà a conoscenza fino a che non ci saranno delle vittime.

"Sono centinaia di anni che queste persone vivono nella stessa maniera", dichiara Phal Kao, direttore del dipartimento animale del ministero dell'agricoltura. "Noi gli diciamo qual è il problema, ma delle volte si rifiutano di crederci".

È il caso della madre di Mon Puthy, una bambina morta il mese scorso. La madre sostiene di aver cotto il pollo malato e dice che la figlia non ha mai giocato o toccato questo pollo. "Invece molti bambini che abitano qui vicino giocavano sempre con il pollo e non si sono ammalati".

 

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