17/05/2016, 08.56
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Laos, arrestati e “spariti” tre dissidenti

Somphone Phimmasone e Lod Thammasong lavorano in Thailandia. Tornati in patria per rinnovare il passaporto, sono stati fermati dalle autorità. Non si sa dove siano detenuti. Avevano denunciato sui social gli abusi dei diritti umani di Vientiane. Soukane Chaitad è scomparso nel nulla dopo essere tornato in Laos: a Bangkok aveva partecipato ad una protesta davanti all’ambasciata del suo Paese.

 

Vientiane (AsiaNews/Rfa) – Arrestati dalle autorità o fatti sparire nel nulla. È quello che è successo a tre cittadini laotiani, che nei mesi scorsi avevano criticato l’operato del governo di Vientiane, denunciando gli abusi commessi contro i diritti umani. Somphone Phimmasone (29 anni) e la sua ragazza Lod Thammasong (30) sono stati fermati dalla polizia a Navatai (provincia di Kammouane) lo scorso 5 marzo, dopo che erano tornati dalla Thailandia per rinnovare il passaporto.

Un parente della coppia afferma: “All’inizio ci hanno detto che erano stati arrestati per possesso di droga, ma due settimane più tardi i poliziotti della prigione ci hanno informati che il fermo era dovuto a propaganda politica”. Ad aprile, le autorità hanno trasferito Somphone e Lod a Vientiane, ma le famiglie non sanno dove si trovino.

I due, insieme ad altri, avevano manifestato lo scorso 2 dicembre davanti all’ambasciata laotiana di Bangkok, chiedendo al governo il rispetto della democrazia. Essi erano anche molto attivi sui social media, dove denunciavano gli episodi di abusi compiuti da Vientiane.

Soukane Chaitad, uno dei manifestanti dell’ambasciata, è scomparso lo scorso 22 marzo mentre stava rinnovando il proprio passaporto alla stazione di polizia della provincia di Savannakhet. Sua moglie, che lavora in Thailandia, dice: “Non abbiamo sue notizie da quando è tornato alla sua città natale il 22 marzo alle tre di pomeriggio. Non è più ricomparso. I suoi familiari hanno informato la polizia della sua scomparsa, ma gli agenti hanno detto di non averlo visto”.

Un amico di famiglia riporta la testimonianza di alcune persone che erano nella zona della scomparsa quel giorno: “Abbiamo chiesto ad alcuni commercianti vicino alla stazione di polizia, e ci hanno detto che degli uomini non identificati hanno caricato Soukane su un furgone”.

Dall’ascesa al potere dei comunisti nel 1975, il Laos attua una repressione delle minoranze, sia religiose che etniche (come i Hmong). I casi più frequenti di persecuzioni a sfondo religioso avvengono ai danni della comunità cristiana protestante: contadini privati del cibo per la loro fede o di pastori arrestati dalle autorità.

Sombath Somphone – insegnante, attivista per i diritti umani e vincitore del premio Magsaysay – è scomparso nel nulla il 15 dicembre 2012 in Laos, vicino a un check point della polizia. Nonostante telecamere a circuito chiuso abbiano ripreso in modo chiaro il suo sequestro, il governo non ha mai dato informazioni sul suo conto.

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