18/09/2018, 08.47
SIRIA
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Latakia, la difesa siriana risponde a un attacco: due morti, feriti, aereo russo abbattuto

Il sistema anti-aereo è entrato in azione nella serata di ieri per intercettare una serie di missili “ostili”. Nel mirino la locale Agenzia delle industrie tecniche, una centrale elettrica e una fabbrica di alluminio. Nello scontro a fuoco è rimasto coinvolto un mezzo russo con 14 militari a bordo. Mosca e Ankara firmano un patto per evitare l’offensiva su Idlib e una strage di civili. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Il sistema di difesa anti-aereo siriano ha intercettato una serie di missili “ostili” scagliati nella serata di ieri verso la città costiera di Latakia e in altre zone strategiche del Paese, controllate dal governo siriano. Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con base nel Regno Unito e una fitta rete di osservatori sul territorio, nello scontro a fuoco sono morte due persone e almeno una decina hanno riportato ferite.

I missili sarebbero partiti dalle acque al largo della costa siriana; immediata la risposta del sistema difensivo - con missili S-200 e Pantsir S2 - di fabbricazione russa. Alcune fonti riferiscono anche della presenza di quattro caccia israeliani, che avrebbero partecipato all’attacco.

Nella zona di Latakia è presente una importante base aerea russa, assieme all’Iran il principale alleato del presidente siriano Bashar al-Assad. I raid - iniziati alle 10 di sera ora locale - avrebbero colpito la sede dell’Agenzia delle industrie tecniche, di proprietà dell’esercito siriano. Nel mirino anche una centrale elettrica e una fabbrica di alluminio. 

La tv di Stato ha diffuso per diversi minuti immagini di bagliori luminosi ed esplosioni nei cieli. Nel contempo l’agenzia ufficiale Sana batteva la notizia di una “aggressione” di elementi esterni. 

L’attacco di ieri sera giunge a due soli giorni di distanza dall’offensiva israeliana che ha colpito l’aeroporto di Damasco. “Aggressioni israeliane” [secondo il termine che viene utilizzato dai fedelissimi di Assad] si erano registrate in precedenza nella provincia di Hama (nel centro del Paese) e a Tartous nell’ovest il 4 settembre. 

Alcune fonti affermano che il sistema anti-aereo siriano attivato in risposta all’attacco di ieri avrebbe colpito anche un aereo da trasporto russo presente nella zona, con a bordo 14 miliari. Il velivolo, un Il-20, si trovava a circa 35 km dalla costa di Lattakia [un feudo della famiglia Assad] quando si è ritrovato in mezzo alla battaglia.

La notizia dell’abbattimento del mezzo russo è giunta a poche ore di distanza dall’accordo sottoscritto da Mosca e Ankara, per evitare [almeno per il momento] l’offensiva dei governativi su Idlib e una probabile strage di civili. Ieri a Sochi, in Russia, il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno firmato un patto finalizzato a evitare una “catastrofe” e una “crisi umanitaria” da scongiurare in ogni modo. 

I due leader hanno concordato l’istituzione di una “fascia demilitarizzata” lungo i confini della provincia a partire dal 15 ottobre. Una zona cuscinetto profonda circa 15-20 km e verrà pattugliata in modo congiunto da militare turchi e russi. Nella zona i ribelli anti-Assad e l’esercito siriano hanno assicurato il ritiro di tutte le armi pesanti e, almeno per il momento, sembra accantonata l’ipotesi di una offensiva finale. 

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