08/07/2019, 08.47
IRAQ
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L’esercito irakeno lancia una operazione contro cellule dormienti dell’Isis

Interessata l’area desertica occidentale, lungo il confine con la Siria. Ribattezzata “Voglia di vittoria”, partecipano soldati, unità paramilitari, gruppi tribali e caccia della coalizione. Il governo ha armato gruppi sciiti nella provincia settentrionale di Ninive per respingere attacchi jihadisti. 

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - L’esercito irakeno ha avviato ieri una nuova operazione per garantire la sicurezza dell’area desertica occidentale del Paese, lungo il confine con la Siria. L’obiettivo è quello di ripulire la zona da cellule “dormienti” dello Stato islamico (SI, ex Isis), che potrebbero sfruttare il territorio - vasto e dal difficile controllo - per raggrupparsi e lanciare nuovi attacchi del Paese. 

Analisti ed esperti hanno sottolineato a più riprese nel recente passato che il “Califfato” non è stato del tutto sconfitto e i suoi membri hanno modificato le modalità operative, puntando sulla guerriglia, per rilanciare il jihad. Un allarme già lanciato in precedenza dalla Chiesa irakena, secondo cui la sconfitta militare non ha sradicato l’ideologia estremista, che resta una minaccia. 

Secondo quanto riferisce una nota dei militari, l’operazione ribattezzata “Voglia di vittoria” ha preso il via nelle prime ore di ieri e intende liberare l’area remota di territorio fra le province di Salahaddin, Ninive e Anbar. All’iniziativa partecipano elementi delle forze armate irakene, unità paramilitari filo-sciite di Hashed al-Shaabi, gruppi tribali (sunniti) e caccia della coalizione internazionale a guida statunitense. 

Verso la fine del 2017 Baghdad ha dichiarato la vittoria sul piano formale contro lo Stato islamico, dopo aver cacciato i jihadisti dalla loro roccaforte, Mosul (capoluogo della provincia settentrionale di Ninive), considerata a lungo il cuore del “Califfato”. A marzo il gruppo ha perso anche l’ultima sacca di territorio in Siria, in una zona desertica poco distante dal confine con l’Iraq. 

Tuttavia, lupi solitari e cellule dormienti dello SI sono riuscite a colpire a più riprese con attacchi “mordi e fuggi” in zone isolate e remote, prendendo di mira posti di blocco governativi, infrastrutture pubbliche e funzionari locali. Le forze di sicurezza hanno risposto mirando a obiettivi sensibili del movimento jihadista, concentrandosi sulla regione di Hamrin, a nord di Baghdad. 

A maggio, le autorità hanno deciso di armare le forze tribali sparse in diverse decine di villaggi della provincia di Ninive, per difendere il territorio dagli attacchi jihadisti. 

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