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  • » 04/08/2017, 16.04

    HONG KONG-VATICANO

    Lettera del card. John Tong alla diocesi di Hong Kong

    Card. John Tong

    L’ormai vescovo emerito di Hong Kong (da 4 giorni) traccia un bilancio dei suoi 8 anni come pastore e saluta e ringrazia tutti i fedeli. Un grazie speciale ai missionari. L’evangelizzazione ha portato alla fede 60mila nuovi battezzati; si qualifica l’impegno nelle scuole e nell’insegnamento; la nuova università cattolica; i diaconi permanenti. Le speranze per i dialoghi fra Cina e Vaticano.

    Hong Kong (AsiaNews) - In occasione del suo ritiro dalla diocesi, il card. John Tong ha indirizzato una lettera ai suoi fedeli, dal titolo “Una lettera alla mia famiglia in Cristo”, diffusa oggi sui settimanali diocesani in inglese e in cinese. In essa il porporato fa una specie di bilancio pieno di gratitudine per tutto quello che ha vissuto dapprima come vescovo ausiliare e poi come ordinario. Il fatto più strabiliante che lui cita: negli ultimi 8 anni, sono stati battezzati ad Hong Kong almeno 60mila persone! Come già riportato nei giorni scorsi, il suo successore è mons. Michael Yeung , che domani pomeriggio celebrerà la cerimonia di insediamento. È rimasta memorabile un’ampia intervista a John Tong, che AsiaNews ha pubblicato nel 2009, a cui rimandiamo per i dati sulla sua vita e la sua formazione.

    Riportiamo qui il testo integrale della lettera (traduzione italiana a cura di AsiaNews).

     

    Cari fratelli e sorelle in Cristo

    La pace del Signore sia con voi!

     

    Tre anni fa, quando avevo 75 anni, ho rassegnato le mie dimissioni come vescovo di Hong Kong a Sua Santità, secondo la legge canonica. Ma papa Francesco ha ritardato il mio ritiro di tre anni.

    Il 31 luglio di quest’anno, io compio 78 anni e perciò mi ritiro in modo ufficiale dl ministero episcopale di Hong Kong.  Mi succederà il vescovo coadiutore, mons. Michael Yeung.

    In questa lettera, vorrei esprimere la mia gratitudine più profonda a tutti i membri e allo staff della curia, a tutti i sacerdoti, diaconi, suore e membri della Chiesa, come pure agli amici che mi sono fatto negli ultimi anni. Grazie per il vostro sostegno e incoraggiamento. Il Signore vi ricompensi in abbondanza i vostri sacrifici e il vostro duro lavoro.

    Nella sua lettera apostolica per l’Anno della vita consacrata (2015), papa Francesco ci consigliava “di guardare il passato con gratitudine, vivere il presente con passione e abbracciare il futuro con speranza”. Sulla traccia di queste parole voglio condividere con voi alcuni aspetti della mia esperienza in quanto vescovo di Hong Kong negli ultimi otto anni.

    Anzitutto, guardare al passato con gratitudine. Io ringrazio Dio per aver dato alla nostra diocesi dei leader saggi, in particolare il card. John Baptist Wu e il card. Joseph Zen, con i quali ho lavorato durante questi anni.

    Essi hanno contribuito a stabilire una base solida e un sistema efficace nella diocesi. Ciò ha permesso a tutti i fedeli di avere una fede più profonda e servire gli altri come Gesù ci insegna. “Appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Matteo 20, 28).

    Già 25 anni fa ho cominciato a lavorare nell’ufficio del vescovo, come assistente nelle questioni diocesane. Durante questo periodo ho attraversato molti sconvolgimenti, fra quelli più indimenticabili vi sono l’esodo della gente di Hong Kong prima del 1997 [ritorno alla Cina], l’epidemia di Sars nel 2003, la tensione per il suffragio universale negli anni recenti.

    Dentro tutte queste sfide ho imparato ad avere fiducia il Dio.

    La Chiesa ha bisogno di ascoltare la voce dei giovani; di comprendere i bisogni degli anziani e dei non favoriti; di esprimere richieste di giustizia. Sento che le grandi preoccupazioni della Chiesa nella società sono il condividere con tutti “le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce” (Gaudium et Spes, 1).

    Poi, per quanto riguarda l’entusiasmo, ho cercato di vivere il presente e di viverlo come testimone della fede. In quanto cardinale, sono stato nominato membro di vari dicasteri della Santa Sede, fra cui la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, la Congregazione per l’educazione cattolica, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e il Consiglio dell’economia.

    Continuerò a partecipare in questi servizi apostolici per mostrare il sostegno alla Chiesa universale e sostenere i principi di unità e universalità della nostra Chiesa. Questa è anche espressione di una risposta che i papi del nostro tempo moderno, specie papa Benedetto XVI e papa Francesco, si attendono da noi.

    Come vescovo sono grato a tutti i sacerdoti e alle suore, specialmente ai missionari che servono Hong Kong e ai loro collaboratori. Con il loro servizio essi fanno crescere il Popolo di Dio in molte aree di lavoro pastorale, spiritualità e formazione, con dedizione e diligenza.  Essi rendono possibile la testimonianza nei tre pilastri della fede: le parrocchie, le scuole, i servizi sociali.

    Insieme con le parrocchie e le altre comunità, la diocesi locale si è data in modo completo al lavoro di evangelizzazione. Negli ultimi 8 anni, circa 60mila persone sono state battezzate e metà di loro erano adulti, che prima del battesimo hanno ricevuto almeno 18 mesi di formazione nel catecumenato.

    Al presente, la diocesi ha circa 600mila cattolici, più o meno il 7% della popolazione di Hong Kong, 7,4milioni. Fra i nostri fedeli, molti sono non cinesi.

    Oggi sono felice di vedere che la maggior parte delle nostre parrocchie alla domenica organizza almeno una messa in inglese o in un’altra lingua straniera. Questo sostiene i cattolici non-cinesi a partecipare ai gruppi parrocchiali e alle attività, come pure a una più attiva partecipazione nella liturgia.

    Anche se il numero di vocazioni nella nostra diocesi è minimo, i nostri fedeli continuano a pregare con fervore perché siano di più. La Commissione vocazionale diocesana, guidata da mons. Joseph Ha, il vescovo ausiliare, accompagna i giovani nell’esplorare il significato della vita e nel discernere la possibile vocazione.

    Grazie allo sforzo dei gruppi cattolici per la fede e le vocazioni, il numero di giovani che sotto la guida dello Spirito sono ispirati a perseguire una vocazione religiosa sta mostrando un qualche sviluppo.

    Speriamo che nella Chiesa locale si stabilisca in modo graduale una cultura della vocazione.

    La mia vocazione al sacerdozio è sbocciata dalla testimonianza dei missionari che mi hanno mostrato il loro amore, gioia, dedizione altruista alla gente. Per me e per tutto il clero, spero di vivere nella gioia e nell’amore, lasciando che i giovani dentro e fuori della Chiesa vedano la gioia e la speranza della nostra fede.

    Sotto la luce e la guida dello Spirito santo, P. Dominic Chan, il vicario generale, ha condotto un gruppo di diaconi permanenti, il cui ministero è stato inaugurato nella diocesi circa 20 anni fa.

    Ci sono ora più di 20 diaconi permanenti ordinati, che servono nelle organizzazioni diocesane, nelle parrocchie e nelle istituzioni sociali. Sono contento di vedere che essi sono incoraggiati dalle loro famiglie e per il loro amore e sostegno, sono ben accolti dai loro parrocchiani

    Sulla formazione dei laici in diocesi, l’educazione ha bisogno di essere adeguata ai tempi. Sono felice di vedere membri attivi della Chiesa studiare filosofia, teologia, spiritualità e altri soggetti legati ai diversi ministeri.

    Vi è pure un certo numero di laici che hanno seguito studi religiosi a livello universitario e ora stanno diventando professori in filosofia e teologia in seminario e in altri istituti.

    Spero davvero che la diocesi sviluppi ancora di più il campo dell’educazione religiosa, seminando, innaffiando e raccogliendo frutti di evangelizzazione.

    Negli ultimi anni, i papi hanno stabilito gli Anni del sacerdote, della fede, della vita consacrata, della misericordia e hanno convocato sinodi mondiali sulla Nuova evangelizzazione e la famiglia.

    La nostra diocesi è lieta di seguire il passo della Chiesa universale e i temi hanno motivato i nostri fedeli per approfondire il loro incontro spirituale con il signore e con la Chiesa universale.

    Come i suoi predecessori, papa Francesco ha pubblicato alcune esortazioni apostoliche. Egli ha scritto “La gioia del vangelo (Evangelii Guadium)” e “La gioia dell’amore (Amoris laetitia)”, oltre all’enciclica Laudato sì, offrendo una ricca conoscenza e un insegnamento ecclesiale.

    Leggendo questi documenti della Chiesa, devo dire che ho tratto molto beneficio dal loro insegnamento. Spero che tutti voi troverete tempo per leggerli, dato che in questo modo aumenterà la vostra conoscenza della Chiesa, allargherà la vostra visione di spiritualità e migliorerà il vostro servizio verso gli altri.

    Nel preparare le traduzioni di quei documenti, noi abbiamo collaborato strettamente con le vicine Chiese di Taiwan e di Macao. Io sono certo che sarò possibile ancora più collaborazione. In più, noi manteniamo i contatti con le Chiese nella Cina popolare e promuoviamo scambi di amicizia con le nostre controparti all’interno.

    E infine, mantenendo alto il principio della speranza, il futuro darà alla diocesi un futuro ancora più luminoso.

    Il moto delle mie insegne episcopali è “Il Signore è il mio pastore”. Questo mi ricorda sempre che il Signore si prende cura di noi e non ci mancherà nulla, perché Lui ci conosce e ci darà tutte le grazie necessarie per affrontare tutte le sfide che incontreremo.

    Ho fiducia che sotto la saggia guida del nuovo pastore, la diocesi unità attuerà in pieno tutti i piani pastorali, compresa l’apertura dell’università cattolica, una priorità pastorale adottata come risoluzione al sinodo diocesano del 2000.

    Cari fratelli sacerdoti, fratelli e sorelle in Cristo: per i passati 8 anni, vi ringrazio di avermi accompagnato in questo pellegrinaggio di fede. Vi chiedo perdono per i miei errori e le mie mancanze e vi chiedo di continuare a pregare per me.

    Dopo il mio pensionamento, continuerò a impegnarmi nella ricerca all’ Holy Spirit Study Centre, mantenendo rapporti con amici come al solito. Incoraggio la Santa Sede ad essere in accordo con lo spirito del Vaticano II e di muovere in avanti il dialogo fra la Cina e il Vaticano.

    Chiedo a tutti voi di pregare per questo. Spesso mi sono definito come un residente “del giubileo d’oro” presso il seminario dell’Holy Spirit: continuerò a vivere nel seminario, un luogo che nutre la mia vita e la mia preghiera e mi aiuta a approfondire la relazione io-tu con il Buon Pastore, e certo, è anche un luogo per praticare un mucchio di esercizio fisico!

    Dio benedica tutti voi!

     

    + John Cardinal Tong
    vescovo della diocesi cattolica di Hong Kong

     

    29 giugno 2017

    Festa dei santi apostoli Pietro e Paolo

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