16/10/2015, 00.00
VIETNAM
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Libertà religiosa negata: vescovo di Kontum contro la demolizione di una chiesa

di Stephanie Nguyen
In una lettera aperta mons. Michael Hoang Duc Oanh denuncia gli attacchi delle autorità comuniste contro i fedeli. Al centro della controversia un luogo di culto oggetto di lavori di ampliamento. In risposta, i fedeli hanno promosso turni di guardia per proteggere l’edificio.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Con una lettera aperta alle autorità locali, il vescovo di Kontum rilancia la battaglia dei cattolici contro gli attacchi alla libertà religiosa in atto da tempo negli Altipiani centrali del Vietnam. Ultima, in ordine di tempo, la decisione dell’amministrazione provinciale di demolire una chiesa domestica di un piccolo villaggio situato in una zona remota della diocesi. Nella missiva, mons. Michael Hoang Duc Oanh si rivolge al governo - locale e nazionale - perché venga tutelato il diritto alla pratica del culto per la comunità cristiana. 

La diocesi di Kontum, negli altipiani centrali del Vietnam, è stata eretta nel 1884 e conta oggi circa 250mila fedeli su un totale di 1,2 milioni di abitanti, la metà dei quali appartenenti alle minoranze etniche. Di recente un distretto della diocesi è stato oggetto dell’attacco delle autorità comuniste locali, che hanno minacciato di abbattere 22 cappelle usate per funzioni e preghiere.

Secondo quanto riferisce Vietcatholic News, nella lettera il prelato ha ricordato in ordine cronologico gli attacchi sferrati dalle autorità comuniste locali contro la comunità cattolica di Daknu. Dando corpo al risentimento di migliaia di fedeli, mons. Michael ricorda come il governo abbia ignorato a lungo la richiesta di poter costruire una nuova chiesa, per soddisfare le richieste di una popolazione in continuo aumento. 

Di contro, l’amministrazione locale ha messo in campo tutti i mezzi per abbattere tutte le case di preghiera realizzate dai fedeli, senza fare distinzioni sui materiali usati e le dimensioni. Uno di questi episodi risale al 28 giugno scorso, quando i parrocchiani hanno cercato di ampliare il loro vecchio luogo di culto, aumentando le dimensioni del tetto e il numero di colonne. 

In risposta, il governo ha subito emanato un ordine di demolizione e ha cercato di corrompere - con bevande alcoliche e altri mezzi - gli abitanti, affinché ottemperassero all’ordine. Le autorità comuniste hanno convocato anche il parroco, minacciandolo e invitandolo a richiamare all’ordine la comunità. Tuttavia, i fedeli hanno ignorato gli avvertimenti e hanno promosso turni di guardia all’edificio, per impedirne l’abbattimento. 

Nella lettera il vescovo di Kontum ha chiesto che sia rispettata nel concreto la libertà religiosa, come garantito dalla Costituzione del Vietnam. E ha manifestato la disponibilità a pagare anche una penale, pur di preservare la chiesa usata dai fedeli di Daknu, o di sottoporre la vicenda a un giudice per ottenere giustizia. “Esorto le autorità - conclude il prelato - a darsi una calmata e dare un’occhiata in giro per la zona, per vedere chi sono quelli che davvero stanno sabotando la fiducia della gente nel governo, spingendolo verso il collasso totale”. 

Oggi in Vietnam, a fronte di una popolazione di circa 87 milioni di persone, i buddisti sono il 48%; i cattolici poco più del 7%, seguiti dai sincretisti al 5,6%; infine, vi è un 20% circa che si dichiara ateo. Pur essendo una minoranza (sebbene significativa), la comunità cristiana è attiva nei settori dell'educazione, sanità e sociale. Di recente i vescovi vietnamiti - fra i relatori lo stesso vescovo di Kontum e il vescovo di Vinh - hanno criticato con forza una proposta di legge su “Fede e religione”  di Hanoi, che viola la libertà di culto e ne limita la pratica. Una norma, aggiungono i prelati, che contrasta con la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione della Repubblica socialista del Vietnam che, in linea di principio, tutela la pratica del culto.

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