30 Luglio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 02/08/2012, 00.00

    GRAN BRETAGNA – ASIA

    Londra 2012: non si scusa, ma annuncia il ritiro l’atleta cinese squalificata nel Badminton



    Pechino ha chiesto alle proprie giocatrici “scuse pubbliche” per la squalifica dal torneo olimpico. La Federazione ha cacciato otto giocatrici asiatiche per comportamento antisportivo. Yu Yang e Wang Xiaoli parlano di sogni “mandati in frantumi” e regole sbagliate. Gli internauti cinesi difendono le loro beniamine, che trovano alleati anche al britannico Guardian.

    Londra (AsiaNews) - La Cina chiede pubbliche scuse per il comportamento mantenuto in campo, ma una delle campionesse squalificate dalla Federazione mondiale di Badminton (Bwd) rifiuta di seguire le direttive e annuncia il proposito di abbandonare lo sport. È destinata a lasciare strascichi e polemiche la vicenda delle otto giocatrici asiatiche - due cinesi, quattro sud-coreane e due indonesiane - indagate e poi cacciate dalle Olimpiadi perché non hanno "dato il massimo, per vincere una partita" (cfr. AsiaNews 01/08/2012 Londra 2012, otto asiatiche del Badminton sotto accusa per "scarso impegno"). I vertici della federazione hanno respinto il ricorso presentato dalla compagine di Seoul contro la cacciata dalla competizione; poco dopo anche l'Indonesia ha ritirato la propria istanza e ha accettato la squalifica delle proprie atlete.

    Sotto la lente dei giudici sono finite le sfide delle cinesi Yu Yang e Wang Xiaoli e delle sud-coreane Jung Kyung-eun e Kim Ha-na per il primo match; nel secondo oggetto di inchiesta il duo Ha Jung-Eun e Kim Min-Jung (Corea del Sud), assieme alle indonesiane Meiliana Juahari e Greysia Polii. Le giocatrici avrebbero cercato di perdere le sfide di qualificazione nelle quali erano impegnate, per incontrare avversari di livello inferiore durante la fase finale del torneo.

    L'agenzia ufficiale cinese Xinhua ha rilanciato la richiesta di pubbliche scuse delle giocatrici, richiesta dai vertici dello sport cinesi presenti a Londra 2012 dove la corrazzata di Pechino continua a mietere successi. Tuttavia Yu Yang, una delle quattro sportive coinvolte, ha usato il proprio profilo Weibo - una sorta di Twitter cinese, ndr - per esprimere la propria frustrazione e manifestare il proposito di abbandonare le competizioni.

    "Questa è la mia ultima gara" ha scritto la Yu. "Addio Federazione mondiale di Badminton; addio, mio amato badminton". Accusata di aver voluto perdere deliberatamente la partita, l'atleta cinese aggiunge che i suoi sogni sono stati "mandati in frantumi senza pietà" perché le giocatrici in campo - conclude l'ormai ex sportiva - stavano solo "sfruttando le nuove regole" per garantirsi una posizione migliore nel prosieguo del torneo.

    Intanto sui giornali internazionali e fra gli internauti cinesi divampano polemiche e battute infuocate sulla squalifica delle otto giocatrici. Con buona pace dello spirito decoubertiano alla base dei Giochi olimpici, secondo cui "l'importante è partecipare", per i blogger le ragazze erano impegnate a centrare l'obiettivo della vittoria e vanno difese senza esitazioni. "Sono le regole a essere sbagliate" scrive un internauta della provincia dell'Henan in risposta al "tweet" di Wang Xiaoli che lamenta "la cancellazione del mio sogno". In un altro post di un cittadino dell'Anhui emerge lo spirito patriottico di una nazione che sostiene in tutto e per tutto i propri atleti: "Da cittadino cinese, vi sosterrò sempre".

    Sulla vicenda è intervenuto anche il quotidiano inglese The Guardian, che in un articolo dedicato al "biscotto" delle sportive asiatiche nel Badminton parla di squalifica "ingiusta" perché "facevano del loro meglio" per raggiungere il risultato finale: la vittoria non del singolo match, ma del torneo finale. Ogni giorno, aggiunge l'articolista, si leggono "iperboli" dedicate all'importanza del successo per "l'orgoglio nazionale", tanto che la Bbc non manda in onda il medagliere perché "umiliante" per la Gran Bretagna. "Un pasticcio sciovinista - viene definito - di una Repubblica delle banane". E conclude: il motto olimpico "è morto decenni fa", perché "le olimpiadi dell'era moderna sono una parodia dei Giochi improntati al nazionalismo da Hitler nel 1936".

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    13/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012, gli Stati Uniti superano la Cina e tornano in vetta al medagliere olimpico
    Cala il sipario sulla XXX edizione dei Giochi. Passaggio di consegne a Rio de Janeiro, per l’anno 2016. Dopo il trionfo di Pechino 2008, il Dragone torna sul secondo gradino del podio, ma i media patriottici denunciano “ingiustizie”. Fra gare e record, la vittoria della fede (Bolt e Farah) sul relativismo britannico.

    06/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Olimpiadi Londra 2012: il riscatto della fede, in un Paese che ha bandito i simboli religiosi
    In Gran Bretagna nei luoghi pubblici e sul lavoro è proibito mostrare segni che richiamano la fede professata. Esemplare la vicenda della hostess licenziata perché indossava una croce. Tuttavia, gli atleti impegnati nella rassegna non nascondono l’appartenenza religiosa. Prima e dopo le gare, segni di croce, prostrazioni e preghiere di ringraziamento.

    03/08/2012 GRAN BRETAGNA – CINA
    Londra 2012: per primeggiare nel medagliere, la Cina “rivendica” due ori kazaki
    Maiya Maneza e Zulfia Chinshanlo, di etnia Dungan, sono nate in territorio cinese ma dal 2007 gareggiano per il Kazakistan. Astana accusa Pechino di “scarsa sportività”. Per la Cina le vittorie sportive hanno un valore politico in chiave nazionalista. E sfrutta gli atleti, per lasciarli nella miseria come successo a Zhang Shangwu.

    01/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012, otto asiatiche del Badminton sotto accusa per “scarso impegno”
    Le atlete fischiate dal pubblico e richiamate dall’arbitro, sono ora sotto indagine della Federazione. Esse provengono da Corea del Sud (due coppie), Cina e Indonesia. La 16enne cinese Ye Shiwen vince anche i 200 misti; ira dei blogger per le “vergognose” accuse di doping a suo carico. Lo statunitense Phelps nella leggenda, con la 19ma medaglia olimpica.

    30/07/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012, la Cina è già in vetta al medagliere olimpico
    Dopo due giornate di gare, i Figli del Dragone hanno conquistato sei ori, quattro argenti e due bronzi, per un totale di 12 medaglie. Seguono Stati Uniti e Italia. La tiratrice Yi Siling si aggiudica la prima medaglia in palio alla 30ma edizione, vincendo la gara di carabina 10 metri ad aria compressa. Pechino continua a dominare nella specialità dei tuffi.



    In evidenza

    POLONIA – CINA – GMG
    I trucchi e le violenze di Pechino per fermare i giovani cinesi alla Gmg

    Vincenzo Faccioli Pintozzi

    Il governo ha bloccato ieri un gruppo di 50 giovani pellegrini, già imbarcati su un aereo diretto a Cracovia. Interrogati per ore all’immigrazione, sono stati “ammoniti” e rimandati a casa con l’ordine di non contattare nessuno all’estero. Nel frattempo, per i luoghi centrali della Giornata mondiale della Gioventù si aggirano “giovani cattolici cinesi”, in gruppi di cinque o sei persone, che hanno il compito di spiare i compatrioti. Lavorano per Istituti culturali o aziende cinesi in Polonia.


    ISLAM-EUROPA
    P. Samir: Terrore islamico in Francia e Germania: crisi dell’integrazione, ma soprattutto crisi della politica

    Samir Khalil Samir

    Il sequestro e l’uccisione di un sacerdote vicino a Rouen (Francia) e i vari attacchi a Würzburg, Monaco, Ansbach (Germania) sono stati compiuti da gente molto giovane e indottrinata con facilità. La Germania era un modello per l’integrazione dei rifugiati. Ma l’islamismo radicale non si lascia assimilare. Esso è sostenuto da Arabia saudita e Qatar. Non c’è altra strada all’integrazione. Ma occorre dire la verità: nel Corano ci sono elementi di guerra e violenza. Ignoranza e perdita di senso morale dei politici occidentali.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®