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  • » 16/09/2008, 00.00

    VATICANO

    Lourdes, le apparizioni della Vergine, un intervento di Dio nel cammino della Chiesa e del mondo

    Fady Noun

    Per i 150 anni di Lourdes, un congresso mariano ha tentato una lettura ecclesiale delle apparizioni ed un esame dell’influenza che esse hanno sulla storia, insieme al sorgere di santi e di nuove forme di vita religiosa.
    Lourdes (AsiaNews) – “Le apparizioni della Vergine, tra storia, fede e teologia” è il tema sul quale, per sottolineare il 150mo anniversario delle apparizioni di Lourdes, la Pontificia accademia mariana internazionale ha organizzato un importante congresso (4-8 settembre) presieduto dal card. Paul Poupard, presente il presidente della stessa Accademia, padre Vincenzo Battaglia, OFM.
     
    E’ nota la prudenza con la quale la Chiesa affronta la questione delle “rRvelazioni private” ed i rigorosi criteri ai quali deve rispondere una apparizione per essere considerata autentica. Con quella di Lourdes sono solo 12 le atre apparizioni che sono state riconosciute, in 20 secoli di vita cristiana, laddove le apparizioni si contano a centinaia. Se tale punto particolare, il congresso, naturalmente, non ha portato novità. Si trattava piuttosto di cercare di fare una lettura ecclesiale delle manifestazioni di Nostra Signora e di progredire in una teologia delle apparizioni. “Con quella degli esorcismi, è la questione meno studiata”, ha sottolineato durante l’incontro padre René Laurentin, uno dei grandi specialisti di tale questione.
     
    Da quelle riconosciute di Lourdes, Fatima e più recentemente Kibeho (Ruanda) a quelle dell’Ile Bouchard e di Laus (Francia) o di Medjugorie (Bosnia), sono state ricordate ed esaminate sotto diversi aspetti una trentina le apparizioni della Madonna nei cinque continenti.
     
    Centrata sulla Croce
     
    Il una relazione sullo status ed il contenuto delle apparizioni, padre Yves-Marie Blanchard, dell’Istituto cattolico di Parigi, ha definito i criteri di valutazione che, a suo giudizio, rendono autentica una apparizione. Ne ha prese in considerazione due: l’apparizione deve essere “centrata sulla Croce e aperta sulla Chiesa”. Anche nel caso di apparizioni credibili, la Chiesa può impiegare decenni ad autenticarla. Ciò si spiega in parte, secondo padre José Jacinto Ferreira de Farias, dell’Istituto cattolico di Lisbona, perché è tardi, nel 1956, che sono cadute le riserve e le opposizioni sulle apparizioni di Fatima, quando si sarà capito il processo di maturazione e comprensione delle parole e delle visioni affidate dalla Vergine a suor Lucia.
     
    Padre Bernard Sesboué sj, dal canto suo, si è dedicato ad una riflessioni antropologica sul corpo umano che, nella dottrina cristiana, “è destinato alla salvezza”. Partendo dal fatto ch la Risurrezione di Cristo è una avvenimento escatologico, ha concluso che “le apparizioni sono manifestazioni pedagogiche adattate ai corpi che non sono stati ancora risuscitati”.
     
    E’ grazie poi ai padri Miguel Ponce Cuellar, della Società mariologica spagnola, Salvatore Perrella, della Pontificia accademia e Bernard Peyrous, storico, che l’assemblea ha avuto un affascinante panorama delle apparizioni della Madonna, visti nelle loro dimensioni teologica, ecclesiale e storica. “Le aparizioni appartengono alla categorie delle grazie, concesse gratuitamente”, ha sottolineato padre Perrella che ha stabilito un rapporto di causalità tra l’Assunzione e la mediazione di Maria per affermare che “nello Spirito Sano, la Vergine raggiunge ormai tutti, nel tempo e nello spazio”.
     
    Dio nella storia
     
    “Dio parla nella storia?”, si chiedeva padre Peyrous. Alla domanda è seguita una brillante relazione sulla manera nella quale Dio “parla” ala suo popolo, attraverso non solo le apparizioni, ma anche con la creazione di nuove comunità religiose ed il sorgere di nuovi santi o forme di santità. Ad esempio egli ha evocato la catena di “rivelazioni private” grazie alle quali Dio ha formato la devozione all’Eucaristia o al Sacro cuore, così come la corrente di spiritualità che, da Maurice Zundel a Chiara Lubich, passando per Marthe Robin, Adrienne von Speyr e Hans Urs von Balthasar, Dio suscita ai giorni nostri per aiutare l’uomo a sondare gli abissi della sua kenosis. Non c’è dubbio, ha concluso, che attraverso la Vergine, nuovi santi e mistici e nuove forme di vita religiosa, Dio interviene nel cammino della Chiesa e del mondo.
     
    A questi interventi, ha portato il suo lucido contributo padre René Laurntin, nel corso di una sessione dedicata, in parte, alla presentazione del suo monumentale Dizionario delle Apparizioni. Egli ha difeso, in particolare, i veggenti contro la loro trasformazione in “oracoli”, il che stravolge la loro realtà, e ha auspicato uno studio scientifico sull’estasi, attraverso l’uso degli encefalogramma. Tali esami. A suo avviso, stabilirebbero la specificità dell’estasi in rapporto agli stati di sonno, sogno, allucinazione o nevrosi. Si tratta, sostiene, di uno stato coerente, funzionale che non degrada l’identità del veggente.
     
    Una tavola rotonda che ha riunito cattolici, ortodossi e protestanti, dedicata ai rapporti tra le apparizioni e l’ecumenismo ha concluso un congresso nel quale le differenti presentazioni, a volte di valore diverso, si sono completate piuttosto che contraddirsi.
     
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