07/11/2007, 00.00
AFGHANISTAN
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Lutto nazionale per le vittime del kamikaze a Baghlan

L’attentato di ieri, il più grave dal 2001, ha fatto almeno 42 morti, tra cui 6 deputati e molti bambini. Kabul indica i responsabili nei “nemici della pace e della sicurezza”. Ma i talebani negano il loro coinvolgimento e alcuni vedono nell’ex muhjaheddin Hekmatyar il possibile mandante della strage.
Kabul (AsiaNews) – Bandiere a mezz'asta in tutto l’Afghanistan segneranno tre giorni di lutto nazionale per le vittime del sanguinoso attentato suicida avvenuto ieri nel nord del Paese, il più grave dal 2001. Lo ha stabilito oggi il presidente Hamid Karzai che ha condannato duramente l’attacco,condotto da “nemici della pace e della sicurezza”, frase spesso usata per indicare i talebani. Anche l’Onu ha espresso una dura condanna e Washington ha parlato di “deplorevole atto di codardia”.
 
Il kamikaze si è fatto esplodere mentre una delegazione di deputati da Kabul era in visita a uno zuccherificio alle porte di Pol-i-Khomri, capoluogo della provincia di Baghlan. Il bilancio più aggiornato è di 120 feriti e 42 morti, tra cui 6 parlamentari e molti bambini. Ma il numero delle vittime potrebbe essere anche maggiore - secondo le forze di sicurezza – perché molte persone hanno portato via da sole i corpi dei familiari, rendendo impossibile la registrazione ufficiale dei cadaveri. Il gruppo di politici era guidato dall'esponente dell'opposizione Mustafa Kazimi, capo della commissione Economia dell'Assemblea nazionale ed ex ministro del Commercio, deceduto nell’esplosione.
 
Al momento non vi è nessuna rivendicazione. Mentre fonti talebane negano ogni coinvolgimento, dietro il feroce attentato in molti vedono la mano di Al Qaeda. Di solito però l’obiettivo dei seguaci del mullah Omar sono le truppe internazionali o mirati leader del governo Karzai - giudicato un fantoccio di Washington - ma mai sono stati presi di mira così tanti esponenti politici in una sola volta. Le zone dove operano, inoltre, sono quelle del sud e dell’est, mentre finora il nord era rimasto immune soprattutto da attacchi suicidi.
La provincia di Baghlan, dove i pashtun sono in minoranza, è nota per le tensioni tra le autorità locali appartenenti alla maggioranza tagika ed i seguaci di Gulbuddin Hekmatyar, leader del partito Hezb-i-Islami, che combattono il governo di Kabul. Alcuni sostengono che in questa lotta il leader pashtun si sia unito ai talebani e ad Al Qaeda.
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