29 Marzo 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 26/01/2013
CINA
Manicomi e mutilazioni: le nuove torture nella Cina delle riforme
di Chen Weijun
Mentre il governo centrale discute sulla possibilità di riformare il sistema di “rieducazione tramite il lavoro” i casi di violazioni ai diritti umani si moltiplicano e diventano sempre peggiori. La storia di Chen Qingxia, moglie di un malato mentale, picchiata fino a perdere l’uso delle gambe mentre cerca di presentare la sua petizione al governo centrale. Il marito viene internato in un ospedale psichiatrico e il figlio di 12 anni sparisce nel nulla.

Pechino (AsiaNews) - Mentre il governo centrale discute sull'abolizione del sistema della "rieducazione tramite il lavoro", la cronaca cinese riporta casi agghiaccianti di violazioni ai diritti umani. Lo conferma la storia di Chen Qingxia (v. foto), moglie di un malato mentale divenuta lei stessa disabile a causa delle violenze subite mentre cercava di ottenere giustizia dalle autorità centrali per gli abusi subiti. La storia è stata raccontata alla China National Radio e confermata persino da un funzionario del Dipartimento di propaganda, che tuttavia ha cercato di modificarne i particolari.

Le disgrazie di Chen iniziano nel 2003 quando il marito, in cura presso un ospedale psichiatrico, viene condannato ai campi di lavoro (laojiao) per aver danneggiato un pezzo di ferrovia. Dopo la condanna, il campo si rifiuta di ospitare l'uomo per i suoi problemi psichiatrici e lo rimanda all'Ufficio di pubblica sicurezza di Yichun - nell'Heilongjiang - dove la famiglia vive. Chen si accorge di diverse ferite sul corpo del marito e teme per la sua salute mentale, molto peggiorata dopo questo viaggio. Poche settimane dopo verrà dichiarato schizofrenico e internato in un ospedale psichiatrico, una pratica molto comune usata dal regime comunista per mettere a tacere voci scomode.

Da questo momento, la donna cerca di ottenere giustizia presso il governo centrale tramite il sistema delle petizioni. Si tratta di una forma prevista e difesa dalla Costituzione cinese: se un qualunque cittadino ritiene di aver subito un torto da parte delle autorità locali, può chiedere al governo centrale di intervenire. Visto l'enorme numero di casi, i funzionari minori - spesso corrotti e deviati nella gestione della giustizia e della sicurezza locale - fanno di tutto per fermare chi vuole portare la propria petizione a Pechino.

Nel 2007, mentre torna dalla capitale, viene arrestata e tenuta in prigione per 10 giorni proprio a Yichun. Durante questa detenzione viene picchiata e perde l'uso delle gambe: "I miei piedi erano a posto dopo la visita a Pechino. Durante la custodia mi hanno picchiato e ora non sono in grado di camminare da sola". Subito dopo viene prima chiusa in un obitorio deserto, guardata a vista da un soldato; e poi condannata a 18 mesi di lavori forzati. Nel frattempo il figlio, di 12 anni, sparisce nel nulla. Li Nan, funzionario della propaganda di Yichun, conferma la detenzione ma specifica che la Chen è stata "presa in cura" da 4 persone del Dipartimento di igiene per "motivi umanitari".

Il caso di Chen si inserisce nel dibattito in corso in Cina sull'abolizione del sistema dei "laojiao". Secondo alcune voci il Partito, guidato dal nuovo leader Xi Jinping, si sta preparando per abolirlo; per altri è in vista solo una "riforma" del tutto estetica. Inoltre, denunciano diversi dissidenti e analisti, "senza il controllo incrociato garantito solo dalla democrazia, Pechino avrà sempre la necessità di violare i diritti umani della popolazione. Possono cambiare nome, ma ne troveranno un altro per definire le stesse cose".

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
21/01/2013 CINA
Campi di lavoro forzato, tra annunci e smentite continua il balletto del Partito
di Chen Weijun
07/02/2013 CINA
Guangdong e Yunnan annunciano l’abolizione dei campi di lavoro forzato (laojiao)
di Chen Weijun
08/01/2013 CINA
Riforma dei campi di lavoro, lo scetticismo della società civile
22/02/2010 CINA
Non si elimina la vergogna dei laojiao per almeno 500 mila cinesi
02/03/2006 CINA
Pechino: centinaia di attivisti arrestati prima dell'Assemblea Nazionale del Popolo

In evidenza
IRAN
E’ ora di giungere all’accordo con Teheran, partner affidabile nella lotta contro lo Stato islamico
di Bernardo CervelleraUna bozza di accordo sul nucleare iraniano dovrebbe essere pronta per il 31 marzo. Ma i repubblicani Usa, Israele e l’Arabia saudita sono nettamente contrari. I motivi “secondari” della loro opposizione. Con Hassan Rouhani l’Iran vuole tornare nell’alveo della comunità internazionale. La funzione mediatrice di Teheran in Medio oriente. Il nunzio vaticano: “Non vi è una sola prova che l’Iran stia preparando una bomba nucleare”.
CINA-VATICANO
ULTIMO'ORA: La polizia cinese rapisce due sacerdoti a Mutanjiang
di Bernardo Cervellera
CINA-VATICANO
Niente brindisi fra Cina e Vaticano: Pechino vuole il dominio assoluto
di Bernardo CervelleraPer il Global Times (Quotidiano del popolo) alla Cina non piacciono le ordinazioni episcopali concordate, "modello Vietnam". Imbarazzo del Ministero cinese degli esteri di fronte ai mille passi della Santa Sede. La Cina vuole che il Vaticano accetti tutti i vescovi scomunicati e faccia silenzio su quelli sotterranei e imprigionati. Il caso di mons. Cosma Shi Enxiang. Senza libertà religiosa non vale la pena avere rapporti diplomatici. Lavorare per la missione e l'unità dei cattolici in Cina. Un lavoro per Xi Jinping: attuare la campagna anti-corruzione verso il ministero degli affari religiosi e l'Associazione patriottica, arricchitisi in questi decenni alle spalle dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate