30/10/2014, 00.00
FILIPPINE - VATICANO
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Manila, il card. Tagle ai giornalisti: Basta dividere la Chiesa in buoni e cattivi

Rientrato in patria dopo il Sinodo straordinario sulla famiglia, l'arcivescovo della capitale filippina spiega i lavori e invita gli operatori dei media a "smetterla con queste generalizzazioni. Conservatori, progressisti, tradizionalisti sono categorie sbagliate che impediscono l'ascolto". In generale "c'è troppa presenza di Occidente. Servono più reporter asiatici e africani".

Manila (AsiaNews) - Dare un'etichetta alle persone "non è mai utile. Dire che un vescovo è conservatore, progressista, tradizionalista è un modo di fare che impedisce un vero ascolto. Se abbiamo già in mente la categoria di chi ci sta davanti, allora prendiamo quello che dice in maniera preconcetta. E questo è molto dannoso". Lo ha detto l'arcivescovo di Manila, card. Luis Antonio Tagle, nel corso di una conferenza stampa in cui ha illustrato agli operatori filippini dei media i lavori del recente Sinodo straordinario sulla famiglia.

Prima di entrare nel merito, il presule ha voluto rivolgere un invito ai reporter presenti: "Una persona è e sarà sempre molto più profonda e molto più complessa di una qualunque etichetta. E se parliamo di misteri profondissimi come l'amore, il matrimonio o le relazioni personali non si possono dare squadre di partenza. Soprattutto perché questo non aiuta chi deve ascoltare. A che serve pensare a una persona basandosi su un elemento? A niente. Invece dobbiamo ascoltare nella maniera più completa possibile".

Oltre ad ascoltare, ovviamente, "serve anche cercare di comprendere. Perché da questa comprensione avremo un quadro migliore dell'evento che abbiamo di fronte. La Chiesa cattolica riconosce che il mondo diventa sempre più complesso, e quindi che ognuno di noi deve essere a proprio agio con la diversità e la complessità. Non possiamo rimanere sconvolti se vi sono opinioni differenti. La tradizione cristiana ma anche la Parola di Dio e gli insegnamenti della Chiesa, nel corso del tempo, si sono rivelati ricchi. Non sono monocromi o monotoni. Quelle che possono sembrare opinioni differenti potrebbero invece essere sfaccettature diverse di una stessa realtà".

In ogni caso, ha concluso il card. Tagle, "in generale la copertura mediatica del Sinodo è stata corretta, anche se ci si è concentrati su alcuni temi - come le unioni omosessuali e i divorziati - che non sono stati sempre al centro del dibattito. Abbiamo parlato anche di famiglie divise per le migrazioni economiche, del pericolo della pornografia, della violenza domestica... Ma questo è emerso meno". Questa deriva "nasce anche dalla mancanza di giornalisti dall'Asia e dall'Africa. La copertura del Sinodo è stata ancora dominata dall'Occidente".  

 

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