27/06/2014, 00.00
FILIPPINE - NIGERIA
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Manila, studentesse in piazza per la liberazione delle giovani sequestrate da Boko Haram

Almeno 4mila ragazze, dalle elementari alle superiori, hanno dimostrato per le vie della capitale. Brandendo cartelli e intonando slogan, esse hanno chiesto il rilascio delle oltre 200 nigeriane rapite dal gruppo islamista. E hanno rilanciato al diritto allo studio per le donne. Distribuiti volantini ai pendolari.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Migliaia di studentesse filippine, provenienti da un istituto cattolico per ragazze, hanno aderito questa mattina alla campagna mondiale per la liberazione di oltre 200 giovani scolare sequestrate dagli estremisti islamici in Nigeria. I giovani hanno promosso una manifestazione a Manila, intonando slogan e canti fra cui "Ridatecele", e chiedendo al contempo a motociclisti e automobilisti della capitale di suonare il clacson in segno si solidarietà. 

Circa 4mila ragazze, dalle scuole elementari alle superiori, insieme alle suore del College di Santa Scolastica, hanno lasciato per una mattina il loro campus per sfilare nelle affollate vie di Manila; in molte sventolavano cartelli e manifesti con slogan fra cui "Ridateci le nostre ragazze" e mostrando i pugni per aria, mentre cantavano. 

Ai moltissimi pendolari che affollano ogni giorno le vie della capitale esse hanno distribuito un volantino, in cui chiedono il rilascio delle giovani e rivendicano il diritto all'istruzione femminile. 

Lo scorso aprile il movimento estremista islamico Boko Haram ha sequestrato oltre 200 giovani nigeriane. Testimoni oculari riferiscono che all'inizio di giungo i fondamentalisti hanno prelevato altre 91 persone, fra cui bambini di tre anni, nel corso di attacchi ai villaggi sparsi per il Paese. Una dimostrazione evidente del fallimento della leadership militare nel contrastare il crescente estremismo islamico e l'incapacità del governo locale di nel garantire la sicurezza. 

Negli ultimi due anni il gruppo Boko Haram ("Vietare, proibire l'educazione occidentale") si è reso responsabile di molti attacchi terroristi contro chiese, scuole e luoghi di ritrovo di cristiani e musulmani, con un bilancio di morti che supera le 1500 vittime. Fra le vittime più recenti degli islamisti 60 fra donne e ragazzine, alcune delle quali sposate, e 31 ragazzi. 

Celine Saplala, una suora e responsabile della scuola, sottolinea che la manifestazione intende sensibilizzare i rapitori e le persone di buona volontà di tutto il mondo, perché le ragazze siano liberate e "venga garantito il loro diritto, come quello di chiunque altro, allo studio". "Per favore, ridateci le nostre ragazze" urlava a gran voce la liceale Roelle Charmaine Bito, "abbiamo diritto all'istruzione, ognuna di noi". 

 

 

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