27/10/2011, 00.00
FILIPPINE – VIETNAM
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Manila e Hanoi, accordo sulla sicurezza nel Mar cinese meridionale

Filippine e Vietnam hanno raggiunto l’intesa per la creazione di una linea riservata per lo scambio di informazioni e in materia di sicurezza. Aquino e Sang rilanciano la Convenzione Onu del 1982 sui mari. Accordi di cooperazione quinquennali anche in altri 13 settori fra cui clima, economia, turismo e sicurezza.
Manila (AsiaNews/Agenzie) – Una linea riservata fra Manila e Hanoi per lo scambio di informazioni e un confronto sulla sicurezza nel Mar cinese meridionale, teatro negli ultimi mesi di una serie di dispute territoriali che vedono opposte la Cina e nazioni del Sud-est asiatico. È questo il tema dell’accordo raggiunto ieri a Manila tra il presidente Benigno Aquino III e l’omologo vietnamita Truong Tan Sang, durante una tre giorni di visita ufficiale nelle Filippine. I due capi di Stato hanno ribadito la loro adesione alla Convenzione Onu del 1982 sul Diritto del mare (Unclos); la norma prevede che ciascuna nazione possa rivendicare una “Zona economia esclusiva” entro le 200 miglia marine (pari a 380 km) ed è la sola che possa garantire una “soluzione pacifica” delle dispute. Insieme alla Unclos, Filippine e Vietnam hanno ribadito l’importanza della Dichiarazione di condotta fra le parti nel Mar cinese meridionale, sottoscritta nel 2002 da Cina e Paesi Asean (l’Associazione che riunisce 10 nazioni del Sud-est asiatico).

Manila e Hanoi non hanno discusso solo di problemi relativi alla disputa sui mari, elemento di tensione nell’area Asia-Pacifico per una serie di sconfinamenti compiuti dalla marina cinese negli ultimi mesi. Filippine e Vietnam hanno infatti ratificato un “piano di azione” per il quinquennio 2011-2016 che interessa 13 settori specifici di cooperazione: politica, difesa e sicurezza, economia, questioni marittime, agricoltura pesca e foreste, ambiente e clima, energia, turismo, sanità, educazione, scienza e tecnologia, welfare.

Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi nel mar Cinese meridionale, che comprendono le isole Spratly e Paracel, disabitate, ma assai ricche di risorse e materie prime. L’egemonia nell’area riveste un carattere strategico per il commercio e lo sfruttamento delle materie prime, fra cui petrolio e gas naturale.

A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il sultanato del Brunei e Taiwan, cui si uniscono la difesa degli interessi strategici degli Stati Uniti nell’area. Washington, in particolare, muove da dietro le quinte una trama di alleanze per contenere l’espansionismo cinese. Filippine e Giappone in primis, ma anche Vietnam potrebbero diventare preziosi alleati in uno scenario di  eventuale conflitto aperto nella regione Asia-Pacifico.
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