29/09/2009, 00.00
MYANMAR
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Mano tesa di Aung San Suu Kyi alla giunta militare. Per mettere fine alle sanzioni

In una lettera personale al generalissimo Than Shwe, la Nobel per la pace chiede di “rafforzare” la collaborazione fra il regime e l’opposizione democratica. Il segretario generale Onu ha incontrato il premier birmano, presente all’assemblea generale delle Nazioni unite. Washington apre a una collaborazione con Naypyidaw.
Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Rafforzare la cooperazione fra il regime militare e l’opposizione democratica, per mettere fine alle sanzioni della comunità internazionale contro il Myanmar. È l’invito rivolto da Aung San Suu Kyi al generalissimo Than Shwe, in una rara lettera personale indirizzata al leader birmano. La Nobel per la pace sottolinea il “ruolo potenziale” che potrebbe svolgere in una trattativa volta a “cancellare le sanzioni” e chiede di incontrare “gli ambasciatori dei Paesi occidentali e dell’Australia”.
 
Nyan win, portavoce della Nld, precisa che la proposta di collaborare è “condizionata” alla “conoscenza del tipo di sanzioni, il loro impatto e le politiche dei Paesi che hanno promosso sanzioni al Myanmar”. Win Min, esperto di questioni birmane spiega al sito dissidente Mizzima News che “l’offerta indica che Aung San Suu Kyi ha ammorbidito la sua posizione verso il regime birmano” e intende collaborare “per affrontare i problemi politici del Paese”. La mossa potrebbe infatti rivelare la volontà di cooperare con la giunta, in cambio dell’assoluzione nel processo di appello.
 
Il 2 ottobre prossimo il Tribunale di Yangon dovrà pronunciarsi sulla richiesta di appello avanzata dai legali della “Signora”, condannata in primo grado l’11 agosto a tre anni di prigione ai lavori forzati per aver ospitato un cittadino americano nella sua abitazione. La pena è stata quindi commutata a 18 mesi di arresti domiciliari, su ordine speciale di Than Shwe. Poche le speranze di vedere cancellata la sentenza, che impedirebbe alla leader del partito di opposizione Lega nazionale per la democrazia (Nld) di partecipare alle elezioni politiche in programma nel 2010.
 
In questi giorni il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha incontrato il Primo ministro birmano Thein Sien, a New York per partecipare all’assemblea generale delle Nazioni unite. Ban ha chiesto il rilascio della “Signora” e di tutti i prigionieri politici, per garantire un’accelerazione al processo di democratizzazione del Myanmar in vista delle elezioni.
 
Anche l’amministrazione Obama, pur ribadendo l’obbligo di non proliferazione delle armi e la liberazione dei prigionieri politici, sembra aver cambiato la propria politica verso i generali birmani. Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa, ha infatti annunciato l’intenzione di Washington di collaborare con Naypyidaw, per favorire un processo di “riforme politiche” e contrastare l’influenza economico-commerciale della Cina sul Myanmar. Una scelta che sembra essere apprezzata da Aung San Suu Kyi.    
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