24 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 18/07/2012
NEPAL
Maoisti e nazionalisti attaccano decine di scuole private gestite da Paesi stranieri
di Kalpit Parajuli
I giovani del Congress Party e della Nepali Student Union protestano per il caro rette e l'utilizzo di nomi stranieri. Gli attacchi sono iniziati lo scorso 15 luglio. Risparmiate le scuole cattoliche gestite dai gesuiti.

Kathmandu (AsiaNews) - In protesta contro i costi proibitivi delle rette scolastiche nelle scuole private e la presenza degli stranieri, i giovani militanti del Partito maoista e del Congress Party hanno attaccato in questi giorni decine di istituti finanziati dai Paesi esteri. Lo scorso 15 luglio i militanti del Congress Party (partito conservatore) e della Nepali Student Union hanno fatto irruzione in ben sei complessi, distruggendo mobili e strumentazioni didattiche. Ieri i giovani maoisti hanno preso di mira altre sei scuole, fra cui la Rato Bangla School, l'Everest Florida College,  il South Western State College e il Kathmandu Institute of Science and Technology college. Altri attacchi si sono verificati questa mattina. Fino ad ora sono state risparmiate le scuole gestite da cristiani cattolici che attraverso i gesuiti dirigono 33 istituti fra scuole primarie, secondarie e università.

Ratna Dhakal, membro della Maoist student union, ammette che il suo gruppo ha attacco istituti scolastici e college stranieri per cancellare i nomi in lingua straniera dagli edifici e recuperare la propria identità culturale e nazionale svenduta agli stranieri. "Il nostro è solo un gesto simbolico - spiega - ora stiamo attendendo un'azione del governo contro quelle scuole che utilizzano nomi stranieri e chiedono rette troppo care".  

Secondo Dina Nath Sharma, ministro nepalese dell'Educazione il governo sta facendo di tutto per mettere sotto controllo la situazione. "Nei prossimi mesi - afferma - tenteremo di uniformare tutto il sistema scolastico privato con nuovi regolamenti sul costo delle rette e invitando gli istituti a cambiare i loro nomi in lingua nepalese".  

Da parte loro, i dirigenti degli istituti colpiti accusano i partiti di aver compiuto tali atti per vendetta. Fonti locali spiegano che diversi gruppi politici speculano sulla costruzione e la gestione di scuole private. Per garantire la sicurezza e il normale svolgimento dell'attività didattica, essi chiedono enormi somme di denaro. Chi non paga, subisce attacchi e minacce.

In Nepal il tasso di alfabetizzazione è del 53% e gran parte del sistema scolastico si regge proprio sulle scuole private. Esse sono le uniche in grado di garantire un buon livello di preparazione agli studenti. 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/07/2012 NEPAL
Kathmandu, presidente e funzionari Onu condannano l’attacco alle scuole private
di Kalpit Parajuli
27/01/2006 NEPAL
Nepal, cattolici: gli scioperi non tocchino scuole e bambini
di Prakash Dubey
28/04/2010 NEPAL
I maoisti minacciano dimostrazioni ad oltranza. Chiuse le scuole private
di Kalpit Parajuli
11/10/2012 NEPAL
Kathmandu, chiuse 66 università straniere: hanno truffato gli studenti
di Kalpit Parajuli
18/06/2012 NEPAL
Esami di fine anno scolastico: boom di suicidi fra gli studenti nepalesi
di Kalpit Parajuli

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate