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» 18/07/2012
NEPAL
Maoisti e nazionalisti attaccano decine di scuole private gestite da Paesi stranieri
di Kalpit Parajuli
I giovani del Congress Party e della Nepali Student Union protestano per il caro rette e l'utilizzo di nomi stranieri. Gli attacchi sono iniziati lo scorso 15 luglio. Risparmiate le scuole cattoliche gestite dai gesuiti.

Kathmandu (AsiaNews) - In protesta contro i costi proibitivi delle rette scolastiche nelle scuole private e la presenza degli stranieri, i giovani militanti del Partito maoista e del Congress Party hanno attaccato in questi giorni decine di istituti finanziati dai Paesi esteri. Lo scorso 15 luglio i militanti del Congress Party (partito conservatore) e della Nepali Student Union hanno fatto irruzione in ben sei complessi, distruggendo mobili e strumentazioni didattiche. Ieri i giovani maoisti hanno preso di mira altre sei scuole, fra cui la Rato Bangla School, l'Everest Florida College,  il South Western State College e il Kathmandu Institute of Science and Technology college. Altri attacchi si sono verificati questa mattina. Fino ad ora sono state risparmiate le scuole gestite da cristiani cattolici che attraverso i gesuiti dirigono 33 istituti fra scuole primarie, secondarie e università.

Ratna Dhakal, membro della Maoist student union, ammette che il suo gruppo ha attacco istituti scolastici e college stranieri per cancellare i nomi in lingua straniera dagli edifici e recuperare la propria identità culturale e nazionale svenduta agli stranieri. "Il nostro è solo un gesto simbolico - spiega - ora stiamo attendendo un'azione del governo contro quelle scuole che utilizzano nomi stranieri e chiedono rette troppo care".  

Secondo Dina Nath Sharma, ministro nepalese dell'Educazione il governo sta facendo di tutto per mettere sotto controllo la situazione. "Nei prossimi mesi - afferma - tenteremo di uniformare tutto il sistema scolastico privato con nuovi regolamenti sul costo delle rette e invitando gli istituti a cambiare i loro nomi in lingua nepalese".  

Da parte loro, i dirigenti degli istituti colpiti accusano i partiti di aver compiuto tali atti per vendetta. Fonti locali spiegano che diversi gruppi politici speculano sulla costruzione e la gestione di scuole private. Per garantire la sicurezza e il normale svolgimento dell'attività didattica, essi chiedono enormi somme di denaro. Chi non paga, subisce attacchi e minacce.

In Nepal il tasso di alfabetizzazione è del 53% e gran parte del sistema scolastico si regge proprio sulle scuole private. Esse sono le uniche in grado di garantire un buon livello di preparazione agli studenti. 

 


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