25/11/2009, 00.00
MEDIO ORIENTE
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Mar Morto prosciugato da sfruttamento idrico e crisi politiche

Lo specchio d’acqua destinato a prosciugarsi entro il 2050. Il livello del mare diminuisce di un metro all’anno, la costa è arretrata di oltre un chilometro. Il fiume Giordano, deviato in più punti, non garantisce un ricambio costante. Studiosi pensano di convogliare acque dal Mar Rosso; per gli ambientalisti sarebbe la morte certa.
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Il Mar Morto rischia di trasformarsi in uno stagno privo di vita. La crisi politica in Medio oriente e il perdurare del conflitto arabo-israeliano impediscono l’attuazione di misure concrete, per salvare il fragile eco-sistema del più piccolo e salato specchio d’acqua della terra.
 
Il livello del mare diminuisce di un metro all’anno. I governi di Giordania, Israele e Palestina non hanno sinora raggiunto un accordo per invertire la rotta e la costa, in alcuni punti, è arretrata di oltre un chilometro. Scienziati ed esperti concordano: se non vengono attuate misure urgenti – e comuni – la località turistica, celebrata per i benefici effetti dei suoi minerali, è destinata a prosciugarsi entro il 2050.   
 
Il clima sempre più caldo ha accelerato il processo di evaporazione e le acque del fiume Giordano non bastano più a mantenere costante il livello del mare. Oggi il Giordano è ridotto a poco più di un torrente, in seguito a un processo di degrado iniziato negli anni ’60. Israele, Giordania e Siria hanno iniziato a deviare il corso del fiume, sfruttando circa il 95% della portata per raccogliere acqua potabile e sostenere il fabbisogno idrico nei settori agricolo e industriale. Tel Aviv, da sola, preleva circa il 60% delle acque, con risultati drammatici per il Mar Morto.
 
Ad aggravare il problema, insieme alla crescente siccità, le attività industriali e turistiche sorte lungo le rive. Giordania e Israele hanno avviato fabbriche che, facendo evaporare l’acqua, ottengono minerali dai quali produrre il fosfato. Hotel a cinque stelle si sono moltiplicati sulla costa, prese d’assalto dai turisti per bagni di fango, termali e cure di bellezza.
 
I numeri testimoniano la gravità del problema: oggi il mare è lungo 67 km e largo 18. Già negli anni ’60 il livello delle acque era 395 metri al di sotto del livello del mare; la progressiva evaporazione ha abbassato ulteriormente la superficie dello specchio d'acqua a 422 metri sotto il livello del mare 
 
La Banca mondiale ha avviato uno studio biennale sul progetto che intende convogliare – attraverso una condotta – acqua del Mar Rosso al Mar Morto. Nel 2005 Israele, Giordania e Autorità palestinese hanno raggiunto un accordo di massima per la sua attuazione: esso garantirebbe due miliardi di metri cubi d’acqua all’anno, un rifornimento costante di acqua al Mar Morto da usare anche per la produzione di energia elettrica.
 
Il progetto è però criticato da gruppi ambientalisti, secondo i quali introdurre acque dal Mar Rosso porterebbe a una mutazione del fragile eco-sistema del Mar Morto, determinandone la “morte” certa.
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